NO ALLE SPERIMENTAZIONI ! NO AGLI OBBLIGHI!

Accogliamo e diffondiamo anche dalla nostra pagina le proteste di moltissime parti sociali dopo l’annuncio del Ministero della Salute dell’avvio a partire da fine Aprile dei “test accelerati del prototipo di vaccino anti Covid-19 su 550 volontari sani” e della presunta “disponibilità già da Settembre in modalità d’uso compassionevole per agenti delle forze dell’ordine e personale sanitario”.

Annuncio sul sito del Ministero della Salute

Il sindacato dei militari “apprende con preoccupazione la notizia” e ricorda che “negli atti delle numerosi Commissioni parlamentari di inchiesta sull’uranio impoverito […] è emerso, nei molti casi esaminati, che il mancato rispetto dei protocolli vaccinali sia stata la possibile causa, o concausa, dello sviluppo di patologie gravemente invalidanti o addirittura mortali”. Inoltre preannunciano che verranno impedite “sperimentazioni compassionevoli sul personale delle forze dell’ordine affinché non ci siano mai più casi di morti bianche tra i servitori dello Stato”

Sindacato dei militari

Dello stesso tenore il comunicato del SIM – Sindacato dei Carabinieri – che ricorda che “l’uso compassionevole, ovvero in fase di sperimentazione e privo della autorizzazione all’immissione in commercio di AIFA, non è riservato ai malati terminali”. La presa di posizione, che condividiamo, è molto netta su questa strategia del Ministero della Salute e sottolinea al Ministro Speranza che “non consentiranno MAI che i ragazzi migliori si immolino in nome delle lobby farmaceutiche”.

SIM Sindacato dei carabinieri

Sempre nell’ambito delle forze del’ordine anche il SAP, Sindacato Autonomo delle forze di polizia, ha inviato una lettera al Sig. Gabrielli (Capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza) in cui si esprime “preoccupazione sui possibili esiti della sperimentazione” e si sottolinea come questo comunicato del ministero faccia apparire i membri del corpo della polizia come “una sorta di cavia da laboratorio destabilizzando il benessere psico-fisico degli operatori” in un periodo che “anche sotto l’aspetto scientifico ha comportato immense incertezze e criticità”.

SAP Sindacato Polizia

Prendiamo quindi atto che le solite motivazioni che esprimiamo noi genitori, nonni ma soprattutto CITTADINI sono condivise e sentite anche da alcune categorie di cittadini e lavoratori che hanno sentito il bisogno immediato di farsi sentire non appena il Ministero ha paventato sperimentazione e obbligo di vaccinazione a breve termine. Ricordiamo inoltre che nel 2017, in pieno caos da Decreto Lorenzin, si era pensato a estendere l’obbligo del vaccino MPR anche al personale sanitario e scolastico. Un emendamento proposto in commissione che non arrivò mai alla discussione in Parlamento per le forti polemiche che si alzarono dai rappresentanti di quelle categorie. Riproponiamo cosa dicevano alcuni rappresentanti sindacali in quel periodo:

Sindacato FLC,CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS CONFSAL: “Mentre è ancora in discussione l’approvazione del DL sui vaccini, apprendiamo che nella seduta notturna della Commissione sanità del Senato del 10 luglio è stato approvato l’emendamento n. 1.0.100 che prevede le vaccinazioni anche per il personale scolastico a partire dal 2019. Secondo questo emendamento le vaccinazioni obbligatorie riguardano anche gli adulti lavoratori. Ancora una volta si rischia solo di produrre appesantimenti burocratici che poco hanno a che vedere con la prevenzione e con la tutela della salute.

A parere di FLC-CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola Rua e Snals Confsal, il provvedimento appare “inutile, costoso e con evidenti problemi di applicazione, a partire dalle modalità con le quali certificare che un lavoratore adulto ha già avuto malattie infantili e pertanto ne è immune.”

Le proteste dei rappresentanti personale scolastico

CGIL medici Emilia Romagna, CISL medici Emilia Romagna , CIMO in merito all’obbligo in Regione Puglia della vaccinazione MPRV: “Siamo stati i primi a dire che occorreva la vaccinazione degli operatori sanitari, ma non si può imporre. Viene meno l’autodeterminazione sancita dalla Costituzione” e ancora ” Non siamo contrari alle vaccinazioni, ma siamo contrari all’imposizione di direttive senza condivisione”

Sindacati dei militari, sindacati delle forze dell’ordine, sindacati del personale scolastico, sindacato dei medici e degli operatori sanitari: TUTTI contrari agli obblighi vaccinali, TUTTI contrari a sottoporsi a sperimentazione su imposizione.

Le preoccupazioni espresse sono le stesse che esprimono i movimenti per la libertà di scelta vaccinale.Noi siamo il SINDACATO DEI NOSTRI FIGLI e non acconsentiremo a misure IRRICEVIBILI come quelle paventate dal vice Ministro Sileri di introdurre, se e quando sarà disponibile, un obbligo per il vaccino anti coronavirus. Nessuno vuole obblighi, i fatti lo dimostrano e soprattutto,Vice Ministro Sileri, la garanzia di “efficacia e sicurezza del vaccino” non sarà mai possibile: la legge 210/1992 e i migliaia di indennizzi sui danni da vaccino lo hanno dimostrato ampiamente in questi anni.

Invitiamo tutti i rappresentanti delle categorie a unirsi contro sperimentazioni e obblighi indiscriminati!

GIU’ LE MANI DAI BAMBINI!

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A CHI SOGNAVA UN MONDO SENZA VACCINI, ECCO COM’E’ IL MONDO SENZA UN VACCINO”

 

L’immagine dei social

Nell’epoca del #restateacasa abbiamo tutti visto questa immagine nei vari social che utilizziamo ogni giorno per passare un po’ di tempo. L’abbiamo vista girare anche nei nostri canali e molto spesso abbiamo pensato di come la propaganda di questi anni abbia potuto portare amici, familiari, colleghi di lavoro a diffondere messaggi folli come questo. In queste settimane abbiamo visto personaggi pubblici spendersi nei vari social chiedendosi che fine avessero fatto i “novax”, quasi festeggiando l’epidemia di coronavirus a dimostrazione che non si può vivere senza vaccini, che l’obbligatorietà vaccinale serve ad evitare situazioni come questa e che se non ci avessero imposto i vaccini obbligatori tre anni fa avremmo avuto periodi come questo per morbillo, parotite o rosolia.

Innanzitutto per un motivo molto semplice: nonostante il continuo affannarsi ad etichettarci come “novax” noi abbiamo sempre ribadito che non siamo contrari alle vaccinazioni ma lottiamo contro ogni obbligatorietà. Il principio di autodeterminazione, costituzionalmente garantito, non può essere stralciato da un post su Facebook di qualche influencer auto dichiaratosi “esperto”.

Il medico ha il ruolo di informare, di consigliare, di confrontarsi con il paziente ma non rinunceremo mai al consenso informato, al diritto di ogni paziente di scegliere se e quando sottoporsi a un trattamento sanitario.

Nel caso dei vaccini, oltretutto, parliamo di un farmaco preventivo e sulla cui efficacia potremmo discutere per ore senza arrivare a una sola verità. La vaccinazione non corrisponde a immunizzazione, lo dimostrano le tantissime persone che hanno contratto malattie per le quali sono state vaccinate.

Questo vale per molte malattie di cui conosciamo molti aspetti, figuriamoci se questo non dovrebbe valere per un tipo di coronavirus su cui in questi giorni abbiamo assistito a un valzer di cambio di idee. Siamo passati in due mesi dall’impossibilità della trasmissione da uomo a uomo al contagio anche attraverso superfici, dal tampone come risoluzione di tutti i problemi a studi che parlano dell’assoluta inefficacia di questi test, dal voler verificare l’immunità attraverso un prelievo di sangue al dubbio che anche i malati sviluppino un’efficace immunità permanente passando per un pittoresco defilé di mascherine dalla dubbia efficacia. La scienza va avanti per tentativi e noi, lo ribadiamo, non siamo e non saremo cavie di nessun esperimento. Quando, e se, uscirà un vaccino per questo coronavirus la nostra idea non cambierà: Libertà di scelta!

Quale migliore occasione per soffiare un po’ sul vento dell’odio? Quale migliore occasione per dimostrare che il risultato di questa situazione è la mancanza di un vaccino?

Qualcuno ci crederà, del resto non possiamo pensare che tutti gli italiani siano dotati di spirito critico e di capacità di analisi dopo un incessante bombardamento mediatico con il solito mantra “restate a casa”. Però vogliamo farci e fare a voi alcune domande:

–         Come mai nessun politico ha chiesto SCUSA agli italiani per i tagli indiscriminati alla sanità di questi decenni? Ricordiamo che le misure dei primi decreti di questa emergenza sono state prese per la mancanza di capacità degli ospedali, una situazione di collasso dovuta ad anni di politica di tagli e riduzioni che ci ha resi incapaci di fronteggiare un aumento di pazienti da trattare.

–         Ricordiamo benissimo che nel 2017 qualche politico esultò all’approvazione del Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà vaccinale dicendo che si erano messi in sicurezza gli italiani. È bastato invece un virus che secondo il Ministero della Salute “generalmente ha sintomi lievi e a inizio lento” per dimostrare quanto quella affermazione fosse falsa. Lo abbiamo sempre scritto nei nostri documenti: le malattie prevenibili da vaccinazione sono poche rispetto a tutte quelle esistenti.

È come pensare di andare in guerra con un elmetto e pensare di essere protetti dai nemici. E come l’esperienza di SARS prima e MERS poi ci hanno insegnato, vedrete che dopo questo virus ce ne saranno altri. Senza che i nostri cari medici e virologi influencer spendano due parole sul rinforzo del sistema immunitario, sul seguire una corretta alimentazione e uno stile di vita che portino il nostro corpo a poter fronteggiare meglio le malattie che potrebbe incontrare nel corso della vita. Molto meglio pensare che un vaccino sia la soluzione a tutti i problemi, fa più comodo… ma a chi? Ai pazienti o a chi li produce?

–         Perché quando parlate di vaccini come soluzione a tutti i problemi ignorate volontariamente i danneggiati da vaccino? C’è una legge, la 210 del 1992, che indennizza con soldi pubblici i morti e i danneggiati di prodotti creati da aziende private. Chi produce i vaccini sa benissimo che le reazioni avverse, più o meno gravi, esistono. Lo scrivono nero su bianco scaricando così la responsabilità e spostando l’onere del risarcimento allo Stato. Sappiamo già che chi leggerà queste righe subito avrà da obiettare: “Ma tutti i farmaci hanno controindicazioni! Allora non dovreste neanche prendere un’aspirina”.

Esatto, tutti i farmaci hanno controindicazioni ed è per questo che tutti i farmaci, specialmente quelli preventivi come i vaccini, sono assunti su indicazione del medico ma sempre con il consenso informato del paziente. Nessuno di noi è obbligato a prendere un’aspirina.

Chi ha visto con i propri occhi una reazione avversa, chi ha sentito medici ammettere che quello che è successo “potrebbe essere dovuto al vaccino ma non posso metterlo nero su bianco perché se no passo guai” non accetterà mai un vaccino obbligatorio. Anche se passate tutto il giorno su Twitter a diffondere immagini o locandine come quella tanto in voga in questi giorni.

–         In questi giorni anche l’Istituto Superiore di Sanità ha ammesso che bisogna investigare sul possibile legame fra polveri sottili PM10 e diffusione dell’epidemia. Eppure la logica del “dividi et impera” che abbiamo ben vissuto sulla nostra pelle nel 2017 continua a marciare spedita nei social e nelle TV monopolizzate dai soliti medici e virologi influencer: la colpa è di chi non rispetta le regole!

La logica è sempre la stessa: colpevolizzare gli altri per giustificare poi provvedimenti restrittivi, obblighi che calpestano i diritti costituzionali dei cittadini, banalizzare e denigrare qualsiasi evidenza proveniente da medici non allineati e a libro paga del sistema, cancellare ogni forma di dibattito.

Perché quando una persona è preoccupata è più vulnerabile, e se riesce a dar la colpa per la quarantena forzata al vicino di casa “che non rispetta le regole” piuttosto che alla classe politica colpevole di aver distrutto ambiente e sanità per meri interessi economici tutto è più semplice. Si possono emanare provvedimenti privi di ogni logica e ininfluenti sulla situazione senza che nessuno protesti, senza che a qualcuno venga il dubbio: ma davvero lo fanno per noi?

Ci fermiamo qui, perché di argomenti per contestare quell’immagine tanto carina graficamente quanto folle ce ne sarebbero per scrivere decine di pagine.

Abbiamo imparato ad osservare bene e a cogliere attentamente certi segnali:

Le coscienze si stanno destando

La sicurezza che il popolino sia sempre disposto a prendere per buona qualsiasi verità prontamente sfornata sta cominciando a vacillare. Le poltrone ad honorem conquistate dai soliti medici e virologi noti alla corte dei salotti televisivi e non solo ne sono un chiarissimo sintomo. Continuate pure a spendere male i soldi dei contribuenti: sappiate che si fa presto a spegnere la TV, mentre il pulsante dello spirito critico e della consapevolezza rimane sempre fisso su ON!

Libertà di Scelta, Sempre.

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ORGANIZZAZIONE MONDIALE SANA?

Perché dopo “Event 201”, simulazione di una pandemia globale da Coronavirus (18 ottobre 2019, New York) dalla John Hopkins finanziata dalla Fondazione di Bill Gates l’OMS non ha protocollato le linee guida eseguite a tutti i ministeri della sanità mondiali ?

L’OMS avrebbe dovuto formulare un modello di data base unificato uniformando la compilazione ed il controllo dei casi, le linee guida ed i protocolli consigliati, uso e indicazione DPI, farmaci, norme di sicurezza. Un semplice riepilogo organizzato di una simulazione ben finanziata.

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STATE A CASA DAVVERO QUESTO E LUNICO PIANO DEL GOVERNO?

Link

E’ passato un mese dal primo decreto che ha esteso a tutta Italia le regole stringenti sul distanziamento sociale. Non c’è TV o giornale che ogni giorno non ripeta il solito mantra “State a casa” e si sprecano i post sui social con foto, talvolta anche non veritiere, per denunciare cittadini che non rispettano le regole.

Ci rifiutiamo di alimentare queste polemiche, convinti che la ripetizione della logica del “divide et impera” che abbiamo conosciuto nel 2017 sul tema obbligo vaccinale non porterà a niente di buono per noi cittadini.

Vogliamo però invitarvi a fare alcune riflessioni, lasciando poi a voi il giudizio su come il Governo e le istituzioni sanitarie avrebbero potuto sfruttare in modo migliore queste settimane di lockdown totale dell’Italia.

Lo facciamo partendo da questo articolo, passato in secondo piano dietro ai soliti grafici di contagi e articoli di psicosi collettiva, che abbiamo letto su Il Tirreno edizione Grosseto con il “grido di allarme” del Dottor Ugo Limbruno sul tema infarti. Un calo di oltre la metà dei casi di infarto trattati all’ospedale di Grosseto con il “rischio che da qui a qualche anno ci saranno molti pazienti scompensati perchè curati in ritardo”. La paura covid e il mantra “state a casa” sembrerebbe infatti portare le persone che avvertono sintomi di infarto a non contattare il 118 con conseguenze drammatiche visto che “di infarto si muore molto di più che di Covid-19, oltre il 30% dei casi”.

Articolo de “Il Tirreno”

La ripetizione continua di stare a casa e, diciamolo, anche qualche persona di troppo che si sente in diritto di fotografare e postare sui social chi esce di casa esponendoli al pubblico linciaggio, sta causando danni che a nostro avviso non possono e non devono essere sottovalutati.

Un altro punto che non vediamo mai ripetere e che sarebbe invece utile è di stare a casa ma… senza fumare! Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità infatti viene ribadito come il fumo “aumenta significativamente il rischio di almeno tre volte di sviluppare polmonite severa da covid-19 rispetto a non fumatori“; sempre sul sito ministeriale possiamo leggere che secondo “ l’OMS il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile. […] L’OMS calcola che quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo, fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo”.

Giuriamo di non aver mai sentito nei vari messaggi a reti unificate del Presidente del consiglio, del Ministro della Salute o dei vari esperti del comitato tecnico scientifico nelle quotidiane conferenze stampa questa informazione. Anzi, in completo lockdown, dove l’uscita dei bambini è ritenuta “inutile” dal Presidente della Società Italiana di Pediatria, una delle poche attività ancora aperte e ritenute essenzali sono proprio i tabaccai. Troviamo ridicolo che nei supermercati non si possano acquistare pennarelli e carta per far disegnare i bambini ma che un adulto possa recarsi senza problemi ad acquistare le sigarette. Troviamo ridicolo che un bambino non possa uscire a correre in un prato mantenendo la distanza di sicurezza ma che si possa far la coda per comprare le sigarette da fumare poi sul terrazzo di casa o, ancora peggio, in casa esponendo gli altri abitanti al fumo passivo.

Dichiarazioni di Alberto Villani

Nessuna volontà da parte nostra, lo ribadiamo, di sottovalutare il problema coronavirus. Ma il modo di comunicare, ormai imparato a conoscere in questi tre anni di attività del nostro comitato, è troppo simile per non invitare tutti a tenere le antenne dritte e a non farsi travolgere dal pensiero unico indottrinato dall’alto.

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Caos coronavirus

Continua la gara fra il Governo e i vari Presidenti delle regioni italiane per alimentare confusione fra i cittadini. Cerchiamo oggi di fare un breve riassunto delle ultime notizie chiedendoci dove sono finiti i proclami della “scienza da seguire per uscire da questa situazione” che ben ricordiamo negli ultimi anni.

TEST SIEROLOGICI

Il Presidente del Veneto Zaia pochi giorni fa ha dichiarato ai giornali di aver avviato il “progetto scientifico per la ricerca molecolare con prova sierologica attraverso il prelievo del sangue se si hanno gli anticorpi e l’immunizzazione al covid-19” . Plauso di giornali e stampa, peccato che nessun giornale abbia segnalato che il Ministero della Salute ha emesso in data 3 Aprile 2020 la circolare n. 11715 che a proposito degli esami sierologici riporta:

 “In particolare, i test rapidi basati sull’identificazione di anticorpi IgM e IgG specifici per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, secondo il parere espresso dal CTS, non possono, allo stato attuale dell’evoluzione tecnologica, sostituire il test molecolare basato sull’identificazione di RNA virale dai tamponi nasofaringei secondo i protocolli indicati dall’OMS”

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Ipermedicalizzazione: La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai nessuno più è sano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allora perché ci vogliono convincere che la SALUTE si fa con più medicine o con l’iper vaccinazione di massa?

Il termine “ipermedicalizzazione” produce i suoi danni non solo in termini di farmaci che si potevano evitare e che a lungo andare possono generare altri problemi, ma soprattutto in senso squisitamente psicologico: si condiziona una persona a sentirsi malata e questo causa più danni di quanto non si possa immaginare [1].

In una società orientata al consumismo molte case farmaceutiche cavalcano questa onda grazie al cosiddetto consumismo sanitario che vede la salute come una merce soggetta alle stesse leggi regolanti la compravendita di un qualsiasi altro prodotto.
In sostanza, tramite campagne di marketing studiate ad hoc, insinuano o fomentano un bisogno che potrà essere soddisfatto solo grazie all’acquisto di quel particolare medicinale [2].

Ma se da una parte si legge sui giornali una campagna contro l’acquisto eccessivo di farmaci da banco, dall’altra dobbiamo domandarci perché il Ministero della Salute tramite la legge 150/2000 [3] anziché investire sulla pubblicità alla GSK contro il meningococco B con la campagna MissingB (denunciata perché occulta ed ingannevole oltretutto [4]) non ha investito i soldi in prevenzione (non intesa solo come clinica o diagnostica) ma per fare comunicazione di come mantenere un buon stato di salute con corrette scelte alimentari, abitudini individuali e sociali che rispettano sia il nostro territorio che l’individuo stesso.
L’uso inappropriato degli antibiotici li fa diventare inefficaci: e se succedesse anche con l’ipervaccinazione? Chi può negarlo? Perché non prendiamo esempio da errori che stiamo commettendo con l’antibiotico-resistenza?
Abbiamo una responsabilità bioetica oggi per le nostre singole azioni.

 

Riepiloghiamo abbiamo:
– Mass media che influenzano menti proponendo rimedi acquistabili senza ricetta alla farmacia o ai supermercati.
– Medici che troppo spesso si limitano alla prescrizione solo di 3 principi attivi:
1) antibiotico (senza badare all’antibiotico-resistenza [6]
2) cortisone
3) antinfiammatorio/antipiretico

La 4^ opzione è la visita dallo specialista, che pone la persona a dover spesso affrontare spese importanti o tempi di attesa infiniti nella sanità pubblica.

La salute NON si ottiene con più medicine.
La salute è anche uno stato psicologico molto delicato che anche la rivista Toscana Medica suggerisce di NON ipermedicalizzare [5] (sperando che gli psicologi nelle scuole a contatto con i minori riflettano su quest’articolo).

La prevenzione NON significa solo farmaco o vaccino, lo Stato ha il dovere di promuovere migliori stili di vita, eliminare i pericoli tossici che attanagliano tutte le nostre terre e combattere in modo serio la mafia dei rifiuti tossici ambientali.

Finiamo con una citazione dello scrittore Aldous Huxley:

“La medicina ha fatto così tanti progressi che oramai più nessuno è sano” [7]

#salute

#PiùMedicineMenoSalute

#libertadiscelta

[1] http://www.unoduetre.eu/2013/09/12/ipermedicalizzazione-quando-il-sapere-diventa-un-ostacolo/

[2] https://eventi-notizie-comunicazione.loscoprinetwork.it/ipermedicalizzazione-quando-la-medicina-e-troppa/

[3] http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00150l.htm

[4] https://www.corvelva.it/it/speciale-corvelva/le-comunicazioni/pubblicita-occulta-e-ingannevole-del-vaccino-bexsero-nella-campagna-informativa-missingb.html

[5] http://www.toscanamedica.org/87-toscana-medica/qualita-e-professione/843-qualche-freno-alla-ipermedicalizzazione-della-salute-mentale

[6] http://www.salute.gov.it/portale/antibioticoresistenza/homeAntibioticoResistenza.jsp

[7] https://generiamosalute.it/terzaeta_category/note-sullipermedicalizzazione-degli-anziani-2/

Consenso informato e libertà di espressione

L’associazione dei medici fa causa al rappresentante Adam Schiff per la censurato il dibattito sui vaccini .

Ripercorriamo i fatti:

Primavera 2019, il rappresentante Schiff contatta Google, Facebook e Amazon per incoraggiarli a screditare ciò che Schiff definisce “informazioni inesatte” sui vaccini e pubblica testo delle lettere e comunicato stampa sul sito web governativo House.gov.

15 gennaio 2020, l’Associazione dei medici e chirurghi americani (AAPS), insieme a Katarina Verrelli, per difendere il libero accesso all’informazione sui vaccini intenta una causa presso il tribunale distrettuale della Columbia .

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La scuola è aperta a tutti: lettera alla regione Toscana e al garante dell’infanzia

“Discriminazioni insensate”

Dopo anni che ripetiamo questa frase in ogni occasione che ci viene concessa accogliamo con stupore le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Regionale Toscana e del Garante Regionale dell’infanzia e dell’adolescenza in merito al clima di discriminazione che stiamo vivendo a causa del coronavirus.

Abbiamo scritto una lettera a tutti i politici della regione e alla stampa perché è inaccettabile usare due pesi e due misure quando si parla di diritti fondamentali come quello dell’istruzione.

La scuola è aperta a tutti! Non ci stancheremo mai di ripeterlo!

 

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Lettera aperta al Ministro della salute Speranza

“E’ la scienza a darci le indicazioni che bisogna seguire e che riconoscono la funzione storica dei #vaccini. E vedete in queste ore”

Così ieri il Ministro Speranza si esprimeva alla stampa sulla situazione #coronavirus Mentre gli esperti continuano a ripetere di non creare allarmismi e che il virus è meno pericoloso di altri già incontrati in passato , assistiamo invece all’ennesimo spot sui vaccini da chi dovrebbe preoccuparsi di tutti i problemi della sanità pubblica. E così, mentre le case farmaceutiche registrano guadagni record in borsa solamente per avere iniziato la ricerca al vaccino, il Ministro dimentica che negli ospedali italiani ogni anno muoiono 49.000 persone per infezioni ospedaliere e che nella nostra Regione sono morte 49 persone per il batterio New Dehli nel silenzio generale suo e della politica italiana. Infezioni e batteri per il quale non esiste cura e che quindi, evidentemente, non interessano a nessuno perchè per diminiuirli servirebbero risorse e potenziamenti della sanità pubblica ingenti.

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Giornata in memoria delle vittime e i danneggiati da vaccini.

Oggi 6 Novembre 2019 si celebra la 16^ giornata in memoria delle vittime e i danneggiati da vaccini.

C.Li.Va. ha inviato la seguente lettera ai parlamentari italiani e ai giornali per ricordare che la legge 119 è ancora in vigore, nonostante le (troppe) promesse di questi anni.

Una giornata che dovrebbe far ricordare a tutti dell’esistenza delle reazioni gravi, troppo difficilmente riconosciute e risarcite, talvolta purtroppo fatali, delle vaccinazioni rese obbligatorie da uno Stato incapace di informare correttamente sui reali rischi e benefici.

“Caduti di guerra” ha soprannominato la sentenza costituzionale i danneggiati da vaccino, peccato che nessuno di loro sia mai stato informato di esser un soldato in sacrificio per la collettività.

Il direttivo C.Li.Va.

 

6 novembre