Giorgio Agamben Filosofo e accademico – Audizioni Senato DL 127 – 7.10.2021

“Lo Stato non si sente di assumere la responsabilità per un vaccino che non ha terminato la fase di sperimentazione e, tuttavia, allo stesso tempo cerca di costringere con ogni mezzo a vaccinarsi escludendoli altrimenti dalla vita sociale e ora con questo nuovo decreto privandoli persino della possibilità di lavorare. Questo decreto configura una vera e propria mostruosità giuridica.”

“Il greenpass non ha alcun significato medico ma serve a obbligare la gente a vaccinarsi. Io credo invece che si possa dire il contrario: il vaccino è il mezzo per costringere la gente ad avere un greenpass, cioè un dispositivo che permette di controllare e tracciare in misura che non ha precedenti.”

“Come è possibile che per la prima volta in Italia dopo le leggi fasciste del 1938 si creino cittadini di 2 classe che subiscono restrizioni che sono identiche a quelle che subirono i non ariani ”

Staff C.Li.Va. Toscana
t.me/clivatoscana

NOTA DI CONFINDUSTRIA SUL DECRETO LEGGE 127 (GREENPASS NEI LUOGHI DI LAVORO) – C.LI.VA. INVIA PEC AL GARANTE PER LA PRIVACY

 

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A seguito dell’emanazione del DL 127, che produrrà i suoi effetti dal prossimo 15 Ottobre, vi informiamo che Confindustria ha inviato ai propri associati una nota di aggiornamento con le indicazioni di applicazioni di questa norma. Trovate la nota a questo link http://www.lavorosi.it/fileadmin/user_upload/PRASSI_2020/confindustria-nota-dl-21-settembre-2021-n-127-estensione-green-pass.pdf ma nel riassumervi i punti più importanti vi informiamo che abbiamo inviato una PEC al garante per la privacy richiedendo chiarimenti se questa nota è in linea con quanto autorizzato in materia di trattamento di dati personali.

A pagina 16 infatti Confindustria ricorda a tutti gli associati che “il trattamento si concretizza nella consultazione/presa visione delle citate informazioni (analoga alla presa visione della temperatura) e non è consentita, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario della certificazione in qualunque forma 5 . Pertanto, ai fini dell’organizzazione dei controlli, non è possibile acquisire dal lavoratore, né preventivamente, né ex post, la certificazione in corso di validità ovvero dichiarazioni in ordine alla tipologia e alla scadenza della stessa”. 

Questo richiamo a quanto espresso dal garante per la privacy ricalca quanto previsto dal “greenpass” a tutela della privacy: non è possibile fare raccolta preventiva dei QR code e neanche chiedere la data di scadenza da annotare per semplificare i controlli. Questo punto molto importante risulta spesso in palese violazione con quanto messo in pratica nei controlli da datori di lavoro, associazioni sportive, palestre, eccetera. Poco più sotto però Confindustria riporta nella nota :

“Tuttavia, in un’ottica organizzativa, non solo delle verifiche dei green pass, ma più in generale dell’attività di impresa (es. gestione turni, trasferte, sostituzioni) e, comunque, nell’ambito delle procedure che il datore di lavoro dovrà definire per disciplinare le modalità di svolgimento dei controlli, sembrerebbe consentito al datore di lavoro di richiedere al lavoratore di comunicare preventivamente, con riferimento a uno specifico periodo di interesse (es. settimana/mensilità presa in considerazione per l’organizzazione ordinaria dei turni ovvero di una specifica trasferta), se non sarà in possesso della certificazione richiesta per l’accesso ai luoghi di lavoro”

Non riusciamo a capire come Confindustria possa pensare che “comunicare preventivamente con riferimento a uno specifico periodo se non s sarà in possesso della certificazione verde” sia diverso dalla raccolta preventiva dei QR code o delle scadenze delle certificazioni stesse. Oltretutto non risulta neanche approfondito il tema delle sanzioni disciplinari: ricordiamo infatti che il DL 127 prevede in modo esplicito l’assenza di sanzioni disciplinari e la conservazione del posto di lavoro in caso di assenze da lavoro per mancanza di greenpass. Cosa succederebbe in caso un lavoratore affermasse di essere sempre a lavoro nella prossima settimane e poi, come da suo diritto, decidesse di non sottoporsi al tampone (o non trovasse spazio in nessuna farmacia per fare il test) rinunciando allo stipendio? Si potrebbe ancora parlare di assenza ingiustificata senza sanzioni disciplinari?

Risulta evidente un chiarimento urgente da parte del garante per impedire questa richiesta per aggirare la legge da parte delle aziende. L’onere del controllo spetta al datore di lavoro e non è accettabile che questo venga scaricato sui lavoratori solamente perché il Governo scrive decreti inapplicabili.

Vogliamo inoltre segnalare altri punti importanti di questa nota:

1) Pagina 10 punto b: La qualificazione come assenza ingiustificata (e non come sospensione, come indicato nelle bozze del provvedimento) impone al lavoratore di presentarsi tutti i giorni in azienda? Sì. Mentre la sospensione legittima una ipotetica posizione di attesa da parte del lavoratore, per qualificare la presentazione senza green pass come assenza ingiustificata il lavoratore deve necessariamente presentarsi in azienda.

Attenzione quindi ai protocolli aziendali che verranno emanati nel vostro luogo di lavoro. Secondo quanto indicato da Confindustria infatti è necessario andare a lavoro e far registrare la mancanza di greenpass per non incorrere in sanzioni disciplinari per assenza ingiustificata. Anche questo punto a nostro modo di vedere non è corretto specialmente nei confronti di chi abita a una certa distanza da lavoro, auspichiamo che le aziende quantomeno permettano una comunicazione via mail/pec per registrare l’assenza da mancanza di greenpass.

2) Pagina 12 Il momento del controllo. Il controllo dovrebbe essere adottato “preferibilmente”, quindi non necessariamente, all’ingresso. Un controllo diffuso all’ingresso risponde sicuramente alle finalità sostanziali, mentre una verifica randomica durante l’attività non consente di assicurare né che in azienda non siano presenti lavoratori senza green pass, né di impedire efficacemente la diffusione del virus. Il controllo (anche a campione) successivo all’ingresso nel luogo di lavoro rischia anche di generare contenziosi a causa del differente trattamento sanzionatorio, in quanto si potrebbe ritenere che la scelta possa essere discriminatoria: un lavoratore controllato durante il lavoro che non ha il certificato, oltre alla sanzione amministrativa, potrebbe essere licenziato (restano, infatti, in vigore le sanzioni contrattuali), mentre se lo stesso controllo fosse stato adottato all’ingresso vi sarebbe solamente la sospensione dalla retribuzione, con preclusione di ogni sanzione disciplinare, soprattutto di natura estintiva del rapporto di lavoro.

L’orientamento quindi di Confindustria sembra essere quello di controllare il greenpass al momento dell’inizio del turno di lavoro e non successivamente.

3) pagina 13 a. Lavoratore che si reca direttamente nel luogo della prestazione di lavoro e non in azienda. Si verifica spesso l’ipotesi del lavoratore che si reca non in azienda ma direttamente nel luogo ove deve rendere la prestazione. In questo caso, il controllo deve essere operato dal titolare della struttura presso la quale egli si reca (art. 9-septies, co. 2) o anche, nell’ipotesi di trasferta mediante mezzi di trasporto pubblico ultraregionale, dal vettore. In questi casi si ritiene che, per effetto del controllo che dà esito negativo, il datore di lavoro debba imporre un obbligo contrattuale di immediata comunicazione. Esso potrebbe, ad esempio, fondarsi sulla previsione di un obbligo contrattuale di comunicazione da parte del committente (es. mancato accesso nel luogo di svolgimento della prestazione) o dello stesso lavoratore (es. mancato accesso al treno) al datore di lavoro del prestatore non ammesso al lavoro ovvero colto senza certificato all’interno del luogo di lavoro. Teoricamente, lo stesso modello potrebbe essere adottato anche per i lavoratori in trasferta all’estero.

Questo paragrafo è molto importante perché ribadisce l’assoluta confusione sull’onere del controllo del greenpass nelle mille casistiche in cui luogo di lavoro e luogo della prestazione di lavoro non coincidano. Possiamo solo immaginare il caos che ci sarà…

Ribadiamo l’importanza da parte di tutti i lavoratori di PRETENDERE il rispetto del decreto, anche nella parte che da oneri al controllore. Non possiamo vedere scaricate su di noi le mancanze di una norma ingiusta e che fa acqua da tutte le parti. Verificate quindi che tutto ciò che la vostra azienda vi chiede sia in linea con decreto e garante per la privacy, in caso contrario sarà necessario inviare segnalazioni al garante per rispetto dei nostri diritti.

4) Pagina 15 Modalità del controllo a campione. La norma consente di svolgere verifiche secondo le modalità ritenute più opportune da parte del datore di lavoro. Quindi, i controlli potranno anche essere svolti a campione (in alternativa al controllo assiduo e di massa), come anche sommarsi: tuttavia, in presenza del primo, condurre all’interno il controllo a campione non sembra aver senso. La sanzione dipende, quindi, da quando viene esercitato il controllo: prima dell’accesso (assenza ingiustificata senza sanzioni disciplinari e licenziamento) e dopo l’accesso (sanzione amministrativa e disciplinare).

Attenzione a questo ultimo punto. In caso di un controllo a campione post ingresso in caso un lavoratore sia a lavoro con greenpass non valido si incorre sia nella sanzione amministrativa prevista dal DL 127 ma anche dalla sanzione disciplinare prevista dal proprio contratto di lavoro. 

In attesa di un chiarimento del garante della privacy in risposta alla nostra PEC invitiamo tutti i lavoratori dipendenti a leggersi con attenzione questa nota e a monitorare con attenzione i protocolli che da qui al 15 ottobre verranno emanati dalle singole aziende. Mancano circa 3 settimane all’entrata in vigore del decreto, nel frattempo sarà necessario manifestare il nostro dissenso e non dare alcuna informazione sul nostro stato vaccinale al datore di lavoro: difendiamo i nostri diritti!

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Nuovi studi sul Covid Sars 2: l’immunità naturale funziona ed e’ duratura. Non occorre vaccinare chi ha subito la malattia.

Più di 15 studi hanno dimostrato il potere dell’immunità acquisita in precedenza con il virus. Uno studio condotto su 700.000 persone da Israele due settimane fa ha rilevato che coloro che avevano avuto precedenti infezioni avevano 27 volte meno probabilità di contrarre una seconda infezione da covid sintomatica rispetto a coloro che erano stati vaccinati. Lo ha affermato uno studio della Cleveland Clinic di giugno sugli operatori sanitari (che sono spesso esposti al virus), in cui nessuno che in precedenza era risultato positivo al coronavirus è stato reinfettato. Gli autori dello studio hanno concluso che “è improbabile che gli individui che hanno avuto l’infezione da SARS-CoV-2 traggano beneficio dalla vaccinazione contro il covid-19”. E a maggio, uno studio della Washington University ha scoperto che anche una lieve infezione da covid ha portato a un’immunità di lunga durata.
I vaccini contro il coronavirus funzionano. Ma questa illusione statistica fa credere alla gente di no.
Quindi, la scienza emergente suggerisce che l’immunità naturale è buona quanto o migliore dell’immunità indotta dal vaccino. Ecco perché è così frustrante che l’amministrazione Biden abbia ripetutamente sostenuto che l’immunità conferita dai vaccini è preferibile all’immunità causata dall’infezione naturale, come ha detto poche settimane fa il direttore del NIH Francis Collins, ospite di Fox News a Bret Baier. Quella rigida adesione a una teoria obsoleta si riflette anche nel recente annuncio del presidente Biden secondo cui le grandi aziende devono richiedere ai propri dipendenti di vaccinarsi o di sottoporsi a test regolari, indipendentemente dal fatto che in precedenza avessero il virus.

Staff C.Li.Va. Toscana
T.me/clivatoscana

Fonte: https://www.washingtonpost.com/outlook/2021/09/15/natural-immunity-vaccine-mandate/

DECRETO LEGGE 111 – GREENPASS PER PERSONALE SCOLASTICO, STUDENTI UNIVERSITARI E RESTRIZIONI PER I TRASPORTI

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In gazzetta ufficiale del 6 Agosto è stato pubblicato il decreto legge n.111 , proviamo a riassumere qui brevemente i punti più importanti e critici:

  • REGOLE PER LA SCUOLA
  • GREENPASS PER PERSONALE SCOLASTICO E STUDENTI UNIVERSITARI
  • FONDI
  • TRASPORTI

REGOLE PER LA SCUOLA

Tutti i provvedimenti che riguardano la scuola hanno termine “fino al 31 Dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza”, in particolare:

-obbligo di mascherina per i maggiori di 6 anni (ad esclusione delle attività sportive)

-distanza di 1 metro

-divieto di accesso per chi ha temperatura sopra 37.5 gradi

Su questo punto arriva la prima grande criticità del decreto: “I protocolli e le linee guida possono derogare alle disposizioni per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validità”.

Questo significa che se tutti gli studenti di una classe sono vaccinati (o guariti dal Covid19 da meno di 6 mesi) gli studenti possono togliere la mascherina durante le lezioni. Questo punto è a nostro modo di giudicare una palese violazione della privacy perchè gli insegnanti e le segreterie scolastiche NON possono conoscere lo stato vaccinale degli studenti. Si aprono quindi scenari inaccettabili con domande da parte degli insegnanti agli alunni su dati sensibili e domande indecenti nelle chat di classe dei genitori. Solleciteremo il garante della privacy sul tema e ci aspettiamo una sua presa di posizione ferma e decisa nei confronti del governo

Per quanto riguarda il passaggio alla didattica a distanza nel decreto si fa riferimento alla possibilità ai “Presidenti delle regioni, delle provincie autonome di Trento e Bolzano e ai Sindaci in zona rossa o arancione o in condizione di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o rischio elevato di diffusione del virus o di sue varianti nella popolazione scolastica”. Nessun cambiamento quindi rispetto allo scorso anno scolastico: in caso di aumento di casi sindaci e regioni possono riportare gli studenti in DAD, con buona pace delle tante parole su investimenti per ridurre il numero di studenti per classe. Nel 3 anno scolastico dallo stato d’emergenza nessuna certezza per gli studenti di iniziare e terminare in presenza l’anno scolastico.

GREENPASS PER PERSONALE SCOLASTICO E STUDENTI UNIVERSITARI

“Fino al 31 Dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza […] tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19”. Questo il testo che inserisce l’obbligo di greenpass per studenti universitari e per il personale della scuola (articolo 9-ter aggiunto ai precedenti decreti legge).

La sanzione per il personale scolastico che non è in possesso del greenpass viene specificata nel comma 2: “assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso”. 

Il compito di verificare il possesso del greenpass viene specificata nel comma 4: “I dirigenti scolastici e i responsabili dei servizi educativi dell’infanzia, scuole paritarie e università sono tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni”. Le modalità sono le stesse dei precedenti decreti, ovvero la scansione mediante App Verifica C19. Questa procedura apre a un carico di lavoro alle segreterie importante, perché la scansione del QR code, come concordato con il garante della privacy nel DPCM attuativo, NON permette di conoscere la scadenza della certificazione (altrimenti sarebbe comprensibile da parte del controllore se il codice è stato generato con un tampone o con una vaccinazione, ad esempio, visti i tempi notevolmente diversi di durata). Nel decreto però si parla che “con circolare del Ministero dell’istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica”. Occorrerà quindi monitorare attentamente le circolari applicative, perché non è da escludere che per rendere attuabili i controlli si permetta di richiedere i certificati vaccinali agli insegnanti e al personale scolastico in modo da ridurre il numero dei controlli di greenpass quotidiani.

Per quanto riguarda invece gli studenti universitari “i controlli sono svolti a campione con le modalità individuate dalle università”.

Al comma 7 si specifica inoltre che queste disposizioni si applicano anche a “istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica nonché alle attività delle altre istituzioni di alta formazione collegate alle università”

FONDI

Segnaliamo due stanziamenti importanti dal punto di vista economico:

100 milioni per “piano di screening della popolazione scolastica”. Attendiamoci quindi campagne importanti di tamponi gratuiti per gli studenti in concomitanza con l’avvio dell’anno scolastico.

– 358 milioni per “consentire il tempestivo pagamento delle competenze al personale supplente chiamato per la sostituzione del personale assente ingiustificato”. Una somma importante che viene quindi riservata per pagare i supplenti di chi verrà sospeso dal lavoro per mancanza del greenpass. Nel comma 11 viene infatti ricordato che “il MIUR provvede al monitoraggio delle giornate di assenza ingiustificate del personale scolastico al fine di adottare le opportune variazioni compensative di bilancio”.

TRASPORTI

Non meno importante è l’articolo 9-quater che inserisce l’obbligo di possesso del greenpass per accedere ai mezzi di trasporto. L’entrata in vigore di questo articolo è il 1 settembre 2021 e riguarderà:

– aerei per trasporto di persone

– navi e traghetti interregionale ad esclusione di quelli impiegati per lo stretto di Messina (quindi sono inclusi i traghetti per la Sardegna, ad esempio, ma non i traghetti all’interno della stessa regione come quelli per l’Isola d’Elba)

– treni passeggeri di tipo Intercity, Intercity notte ed alta velocità (quindi Frecciarossa e Italo). 

– autobous su percorsi che collegano più di due regioni con itinerari, orari e frequenze prestabilite

– autobus a noleggio con conducente ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto locale

Anche in questo caso la modalità di controllo è la stessa dei precedenti articoli, ovvero con l’app del ministero della salute e esibizione del documento a conferma delle generalità. I soggetti titolati al controllo sono i vettori aerei, marittimi e terrestri nonché loro delegati, quindi i greenpass verranno di fatto richiesti al momento dell’imbarco aereo o marittimo o quando in stazione si proverà a salire su uno dei treni citati precedentemente.

Questi i punti principali del nuovo decreto n.111 in vigore dal 7 Agosto ma che produrrà i suoi effetti con l’avvio dell’anno scolastico e dal 1 Settembre per i trasporti. Ricordiamo che il decreto dovrà essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni dall’entrata in vigore (quindi nei primi giorni di Ottobre) altrimenti perderà efficacia. 

Staff C.Li.Va. Toscana

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DECRETO LEGGE N.105 – ESTENSIONE GREENPASS PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE

È stato pubblicato in gazzetta ufficiale il decreto legge n.105 che estende l’utilizzo del greenpass dal prossimo 6 Agosto.

Di seguito trovate la nostra analisi per poter capire cosa cambia e quali criticità introduce.

Invitiamo tutti a mantenere la calma e a non disperarsi. Numerose manifestazioni sono state organizzate già da oggi 24 Luglio. Ci raccomandiamo di partecipare numerosi perché i nostri diritti sono sotto forte attacco. Invitiamo però, visto il clima di forte esasperazione, a partecipare senza bambini in modo da evitare problemi in caso di eventuali disordini. Sappiamo bene come grandi concentrazioni di persone esasperate possono talvolta creare un ambiente non ideale per il bene più prezioso che abbiamo: i nostri figli.

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STOP ALLA VACCINAZIONE COVID 19 DEI MINORI

STOP ALLA VACCINAZIONE COVID 19 DEI MINORI

Il C.Li.Va. (Comitato per la libertà di scelta vaccinale Toscana) ha inviato il seguente documento per chiedere la sospensione immediata della vaccinazione Covid 19 nei ragazzi ed adolescenti. La richiesta segue quanto già accade in molti Paesi europei (Germania e UK ad esempio) per il principio di precauzione che dovrebbe essere sempre al centro nelle decisioni di politica sanitaria.

Un’analisi che invitiamo tutti a leggere per avere un quadro riassuntivo ad oggi sull’argomento vaccino COVID-19 nei minori e per poter rispondere anche alle pressioni che arriveranno inesorabilmente nei prossimi mesi dopo il fallimento della campagna negli adulti.

Diffondete il documento ad amici e parenti perché arrivino con un reale consenso informato alla vaccinazione dei propri figli.

Staff C.Li.Va. Toscana

 

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CASSAZIONE: VIOLAZIONE DEL CONSENSO INFORMATO? DOPPIO DANNO

23 marzo 2021 – “un’informazione non corretta, incompleta ed omissiva, e priva dei necessari fondamenti in termini di competenze, può generare due diversi tipi di danni: un danno alla salute e un danno da lesione del diritto all’autodeterminazione, distinto dal primo e con ricadute anche patrimoniali.”

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CALENDARIO 2021 CLIVA – FEBBRAIO

La difesa del consenso informato e della responsabilità genitoriale passa anche dal fornire le corrette informazioni ai nostri figli. Mentre per lo scorso gennaio abbiamo fornito un’attività per i più piccoli, per questo mese di Febbraio forniamo a tutti i genitori un file da stampare per realizzare un “Popup” insieme ai figli con un’età leggermente più avanzata.

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ORDINANZA REGIONE TOSCANA N.91 DEL 12 OTTOBRE 2020 – Gestione COVID-19 e scuola

ORDINANZA REGIONE TOSCANA N.91 DEL 12 OTTOBRE 2020

Il neo Presidente della Regione Toscana Giani ha emesso in data 12 Ottobre 2020 un’ordinanza specifica per la “gestione dei casi e dei contatti stretti in ambito scolastico” (1). L’ordinanza sostituisce le indicazioni contenute nella delibera 1256 di poche settimane fa ed è mirata a indicare “gli indirizzi operativi per la gestione dei soggetti con sintomi sospetti di COVID-19 e la loro riammissione a scuola o ai servizi educativi per l’infanzia” tramite le indicazioni contenute nell’allegato A (2)

Analizziamo ora i punti principali contenuti nell’ordinanza che, secondo la Giunta, “sono coerenti con quanto previsto dal rapporto n° 58 dell’Istituto Superiore di Sanità (versione 28 Agosto 2020), approvato dalla Conferenza delle Regioni, inserito nel DPCM del 9/9/2020, e dalle altre vigenti disposizioni nazionali e regionali”

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ORDINANZA REGIONE TOSCANA N. 81 DEL 26/08/2020

E’ notizia di oggi 26 Agosto la pubblicazione dell’ordinanza n.81 da parte del Presidente Enrico Rossi. L’ordinanza è stata accompagnata da un comunicato stampa ripreso da molti siti online in cui si spiega che il “provvedimento non solo esplicita quanto previsto anche dalle linee di indirizzo nazionali elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità per la ripresa delle attività scolastiche, ma risponde anche alla necessità di un ulteriore rafforzamento della sanità territoriale, il cui apporto è fondamentale per affrontare l’emergenza tuttora in corso.” [1]

Il testo dell’ordinanza, disponibile sul sito della Regione Toscana [2] riporta la seguente misura:

la attivazione, da parte delle aziende USL della Regione Toscana, delle procedure per la ricerca di professionalità mediche da dedicare alle attività sanitarie previste dai protocolli del Ministero della Salute per l’avvio delle attività scolastiche in tempo di COVID, da acquisire attraverso la stipula di specifici contratti libero professionali. Le procedure sopra indicate dovranno essere aperte anche a laureati iscritti all’ordine non in possesso della specializzazione e medici in quiescenza secondo quanto autorizzato dalla normativa nazionale attualmente vigente;”

e richiama all’inizio il “documento rapporto ISS Covid-19 del 21.8.2020 indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-COV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” che abbiamo già analizzato nei giorni scorsi [3]

Con questo breve messaggio vogliamo specificare quali potrebbero essere queste “attività sanitarie previste dai protocolli del Ministero della salute” riepilogando i passaggi del documento dell’Istituto superiore di sanità richiamato dall’ordinanza (e scritto in collaborazione nel gruppo di lavoro anche con il Ministero della salute):

– “Si raccomanda alle scuole e ai servizi educativi dell’infanzia di informare e sensibilizzare il personale scolastico sull’importanza di individuare precocemente eventuali segni/sintomi e comunicarli tempestivamente al referente scolastico per COVID-19;

– “Si raccomanda alle scuole e ai servizi educativi dell’infanzia di stabilire procedure definite per gestire gli alunni e il personale scolastico che manifestano sintomi mentre sono a scuola, che prevedono il rientro al proprio domicilio il prima possibile, mantenendoli separati dagli altri e fornendo loro la necessaria assistenza utilizzando appositi DPI;”

–  “il datore di lavoro […] deve nominare il medico competente per l’effettuazione delle visite mediche di cui all’art. 41 del citato decreto (dlgs 81/08) finalizzate all’espressione del giudizio di idoneità alla mansione.Ogni datore di lavoro del contesto scolastico dovrà comunque integrare il DVR con tutte le misure individuate da attuare per contenere il rischio da SARS-CoV-2. “ Il medico competente a cui fa riferimento questa parte riguarda i lavoratori della scuola (insegnanti e personale ATA) e la sicurezza sul posto di lavoro.

– “art. 83 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 e sua conversione in Legge 17 luglio 2020, n. 77 che ha introdotto la “sorveglianza sanitaria eccezionale”, assicurata dal datore di lavoro, per i “lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”. Anche questa parte riguarda i lavoratori (docenti e ATA).

“Il datore di lavoro assicura la sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori cosiddetti fragili a richiesta del lavoratore interessato:

1) attraverso il medico competente se già nominato per la sorveglianza sanitaria ex art. 41 del D.Lgs 81/08:

2) attraverso un medico competente ad hoc nominato, per il periodo emergenziale, anche, ad esempio,prevedendo di consorziare più istituti scolastici;”

Questa sembra la parte più inerente all’istituzione di queste figure mediche nell’ambito scolastico, un medico nominato ad “hoc” come previsto dall’ordinanza per la sorveglianza straordinaria riferita ai lavoratori della scuola (docenti e personale ATA).

Da un’analisi rapida del testo dell’ordinanza e del documento ISS, non sembrano quindi esserci riferimenti al ruolo del medico competente nei confronti degli alunni. Il documento ISS (che abbiamo già analizzato in modo dettagliato) specifica in modo chiaro che il bambino che manifesta sintomi e/o febbre deve ritornare al domicilio con i genitori e che la valutazione di effettuare il test diagnostico (tampone) spetta al pediatra di libera scelta/medico di medicina generale successivamente alla valutazione clinica (triage telefonico) del caso.

Con questo invitiamo comunque tutti i genitori a mantenere alta la concentrazione sulle procedure che ogni scuola pubblicherà nei prossimi giorni verificando che rispettino quello che è previsto dai documenti citati in questo articolo. Sono ben note, purtroppo, interpretazioni sbagliate da parte di alcuni dirigenti scolastici che troppo spesso basano i loro provvedimenti su quanto letto sui giornali e non attingendo direttamente alle fonti ufficiali. Ci aspettano settimane delicate, ribadiamo ancora una volta l’importanza di tenere alta la concentrazione e verificare scrupolosamente la corrispondenza fra le fonti ufficiali e quanto comunicato dalle scuole nei vari canali (sito internet, chat scolastiche, ecc.). Mai come oggi è importante NON delegare ma attivarsi in prima persona per controllare le procedure che saranno istituite per l’avvio dell’anno scolastico.

Grazie,

Staff C.Li.Va. Toscana

[1] https://www.lanazione.it/cronaca/medici-scuole-toscana-ordinanza-1.5448632

[2] http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5263087&nomeFile=Ordinanza_del_Presidente_n.81_del_26-08-2020

[3] https://www.clivatoscana.com/2020/08/22/analisi-del-documento-indicazioni-operative-per-la-gestione-di-casi-e-focolai-di-sars-cov-2-nelle-scuole-e-nei-servizi-educativi-dellinfanzia-21-agosto-2020/