Tutte le lettere ed i comunicati stampa inviati dal Comitato

CHI FA DISINFORMAZIONE?

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Come sapete bene tendenzialmente preferiamo non parlare molto delle star da salotto che affollano da quasi due anni le nostre televisioni e riempiono le pagine dei nostri giornali: preferiamo informare, pubblicare studi scientifici, proporre iniziative e idee di contrasto a questa follia tutta italiana (ricordiamo che siamo l’unico paese con le restrizioni praticamente per tutto, alla faccia della “pandemia mondiale”). Oggi però facciamo un’eccezione perché l’intervento ieri sera di Burioni senza alcun contraddittorio sui canali pubblici della RAI merita quantomeno qualche precisazione, non tanto per noi che ormai purtroppo conosciamo bene il personaggio ma perché spesso “ciò che viene detto alla TV” diventa poi motivo di scelta su temi delicati quali quello della vaccinazione:

“Tante persone oltre i 50 anni che non si sono vaccinate, e queste persone sono un pericolo per la comunità perché possono infettarsi e possono trasmettere la malattia”

La vaccinazione rimane ad oggi uno strumento di protezione personale e non di comunità. Troviamo inaccettabile continuare a puntare sui sensi di colpa di chi pone dubbi sulla vaccinazione e soprattutto inaccettabile che si mettano i cittadini gli uni contro gli altri con questo ritornello privo di ogni fondamento scientifico. I vaccinati che si infettano (anche in modo asintomatico) hanno una carica virale pari a quella dei non vaccinati tanto che molti scienziati sostengono che sia impossibile raggiungere l’immunità di gregge. Anche per questo ad oggi i soggetti vaccinati continuano ad indossare la mascherina, devono sottoporsi a quarantena in caso di contatto con un soggetto positivo e devono sottoporsi a tampone per entrare in alcuni luoghi come, ad esempio, in caso di conferenze stampa davanti al Presidente del Consiglio. Se il vaccinato fosse “sicuro” perché esisterebbero ancora certi protocolli “di sicurezza” ?

“Ma questi vaccini a mRNA sono sicuri? Hanno effetti a lungo termine? Ovviamente la certezza della mancanza di un effetto negativo a lungo termine si ha solo a lungo termine perché non abbiamo una macchina del tempo che ci fa viaggiare nel futuro, però non c’è niente che ci fa anche solo lontanamente sospettare che questi vaccini abbiano degli effetti negativi a lungo termine e allo stesso tempo non esiste nella storia della medicina un vaccino che abbia avuto effetti negativi a lungo termine”

La scienza non è una fede. Questa deriva che (solo in Italia) si sta cercando di far prendere all’emergenza Covid trasformando la dimostrazione di fatti in atto di fede è inaccettabile. Se tutto fosse sicuro e bastassero “l’assenza di sospetti sugli effetti negativi a lungo termine” non ci sarebbe bisogno di firmare un consenso informato che non esclude gli effetti a lungo termine, non ci sarebbe l’avviso sul foglietto illustrativo AIFA del “farmaco sottoposto a monitoraggio addizionale” e non ci sarebbero i dubbi proprio da chi ha inventato la tecnologia mRNA, il dottor Malone che raccomanda cautela nella vaccinazione a tappeto. Del resto in soli 6 mesi di campagna vaccinale ricordiamo che AIFA ha dovuto aggiornare i foglietti illustrativi aggiungendo prima le trombosi e poi le infiammazioni cardiache , effetti avversi possibili che non erano stati riscontrati nei frettolosi e ristretti studi autorizzativi. Certezze non ce ne sono, e ostentare sicurezza nella TV pubblica in prima serata non è corretta informazione ma solo uno spot pubblicitario.

“Il vaccino come tutti i farmaci ha degli effetti collaterali.E’ bene saperli e capire quale è la loro gravità e frequenza. Nessun pericolo per la modifica del DNA però c’è la miocardite che si presenta raramente (3 casi su 100.000 dosi). In uno studio molto ampio in USA sono stati considerati 300 milioni di vaccinazioni e ci sono stati 1300 casi, tutti seguiti e guariti”

Analizziamo su questo dato ciò che è riportato sulla pagina del CDC USA . A pagina 7 trovate una tabella che mette a confronto i casi di infiammazioni cardiache attesi su una popolazione media a quelli riscontrati nei soggetti vaccinati a mRNA. Alcuni esempi: nei maschi fra 18 e 24 anni a fronte di una frequenza attesa di 1-11 casi sono stati riscontrati 213 casi, una frequenza oltre 20 volte maggiore. Ma anche analizzando i dati su popolazione più adulta vediamo che fra 40 e 49 anni sono stati riscontrati 45 casi contro i 2-19 attesi, oltre il doppio quindi. Ed è anche inaccettabile trattare con superficialità la guarigione di queste infiammazioni: la guarigione clinica non corrisponde sempre all’assenza di problemi permanenti e lo stesso Professor Crisanti (di certo non “un novax”) ha messo in guardia sulla vaccinazione nei giovani perché “la miocardite è una complicazione che non va sottovalutata. Non si sa quanto impatto abbia sulla funzionalità cardiaca negli anni. Mi spiego, se un giovanissimo guarisce dalla miocardite ma con una funzionalità cardiaca compromessa del 10%, è una cosa gravissima. È importante il modo in cui guariscono. Con che capacità cardiaca.” 

A noi piacerebbe tanto avere queste certezze sbandierate in TV con tanta superficialità, ma riteniamo che quando si parla di una malattia che sotto 50 anni senza patologie pregresse ha una mortalità nulla sia importante informare e non fare propaganda e bilanciare bene rischi (incerti) a benefici (nulli).

E non abbiamo neanche certezze su “nessun pericolo per la modifica del DNA”, dubbi che provengono da studi pubblicati su riviste scientifiche in corso di validazione. Il tempo ci dirà se questi studi saranno confutati o meno: la scienza, non la propaganda da salotto.

“Qualcuno è morto per il vaccino? Si, probabilmente 1 persona in Nuova Zelanda per miocardite causata da vaccino. 1 persona su miliardi di dosi in un anno. Nullo a confronto di alcune delle cause di morte in Italia: 25 persone all’anno per allergia da farmaci, 30 morti per allergie da cibo, 25 morti per puntura di insetti”

Premettendo che non ci risulta obbligo di assunzione di farmaci o di determinati cibi pena l’impossibilità di lavorare o di praticare vita sociale, sminuire i morti da vaccino è una tecnica purtroppo ormai nota da chi segue la lotta per la libertà di scelta da anni. Citiamo il rapporto ufficiale AIFA per parlare solo dei decessi post vaccino in Italia :

“Decessi e nesso di causalità. Complessivamente, 555 di queste segnalazioni gravi (al netto dei duplicati, ovvero dei casi per cui è stata inserita più di una segnalazione) riportano l’esito “decesso” con un tasso di segnalazione di 0,73/100.000 dosi somministrate, indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità, tasso simile a quello riportato nel Rapporto precedente.

Il 71,3% (396/555) delle segnalazioni con esito decesso presenta una valutazione del nesso di causalità con l’algoritmo dell’OMS, in base al quale il 58.8% dei casi (233/396) è non correlabile, il 32,3% (128/396) indeterminato e il 5,3% (21/396) inclassificabile per mancanza di informazioni sufficienti. Complessivamente, 14 casi (3,5%) sui 396 valutati sono risultati correlabili (circa 0,2 casi ogni milione di dosi somministrate), di cui 7 già descritti nei Rapporti precedenti. Le rimanenti 7 segnalazioni si riferiscono a 3 pazienti ultraottantenni con condizione di fragilità per pluripatologie, deceduti per COVID-19 dopo aver completato il ciclo vaccinale (in due casi 3 settimane prima e in un caso 39 giorni prima dell’evento fatale), 3 pazienti deceduti per complicanze di un evento di natura trombotica associato a trombocitopenia e 1 paziente deceduto per complicanze di porporatrombotica trombocitopenica.”

Lo dice AIFA: 396 segnalazioni di sospetto decesso post vaccino hanno “nesso secondo algoritmo OMS”. 14 casi (3.5%) sono risultati CORRELABILI.

In 8 mesi, solo in Italia. Lo dice AIFA, non noi. Servono altre parole?

Staff C.Li.Va. Toscana

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LETTERA A DEPUTATI E SENATORI – GREENPASS

C.Li.Va. Toscana ha inviato il documento che trovate di seguito per chiedere a deputati e senatori di cancellare, in sede di conversione in legge del DL 105, le profonde discriminazioni introdotte con l’obbligo di greenpass per l’accesso ad attività sociali, sportive , culturali e ricreative dal prossimo 6 agosto.

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LEGGE 119 – FREQUENZA SCOLASTICA GARANTITA ANCHE SENZA REGOLARITA’ VACCINALE PER SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA

LEGGE 119 – FREQUENZA SCOLASTICA GARANTITA ANCHE SENZA REGOLARITA’ VACCINALE PER SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA: INVIO PEC AD UN ISTITUTO SUPERIORE PER CHIARIMENTI

Stiamo ricevendo numerose segnalazioni di iscritti per richieste di istituti di scuola prima e secondaria che chiedono documentazione relativamente alla posizione vaccinale talvolta minacciando addirittura la sospensione della frequenza o l’impossibilità di iscriversi.

Questa la lettera della Asl che ha creato confusione nonostante siano passati 4 anni dall’approvazione della legge: https://www.virgilioempoli.edu.it/documenti/pdf/vaccinazioni/obbligo%20vaccinale%20Informazioni%20per%20DS.pdf.signed.pdf

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OBBLIGO VACCINALE – CHIARIMENTI

In molti ci state scrivendo in questi giorni in privato per farci alcune domande sull’obbligo vaccinale introdotto con il DL 44 del 1° aprile 2021 e convertito con legge n.76 in data 28 maggio 2021
In Toscana stanno arrivando in questi giorni PEC/comunicazioni scritte dalle aziende USL per invitare, entro cinque giorni, a consegnare una delle documentazioni comprovanti l’assolvimento dell’obbligo vaccinale previsto dalla legge.

Abbiamo quindi redatto un nuovo documento che riepiloga i passaggi previsti dalla legge e risponde alle domande più frequenti che riceviamo.

Invitiamo tutti alla lettura del documento che trovate a questo link:

Staff C.Li.Va. Toscana

 

cliva_OBBLIGO_VACCINAZIONE_PER_OPERATORI_SANITARI_E_SOCIOSANITARI
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STOP AGLI OPEN DAY NEI RAGAZZI E ADOLESCENTI

Il C.Li.Va. ha inviato la lettera che trovate di seguito al Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità, AIFA e garante dell’infanzia e adolescenza per chiedere lo stop immediato ad iniziative di vaccinazione per i minori e per chiedere di istituire una comunicazione trasparente sulla vaccinazione parlando di rischi e benefici senza conflitti di interesse.

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SEGNALATE LE REAZIONI AVVERSE

Ci arrivano ogni giorno decine di segnalazioni da parte del personale scolastico di reazioni avverse al vaccino Covid19 Astrazeneca, in distribuzione in queste settimane volontariamente agli under 55. Moltissimi dei messaggi parlano di reazioni avverse come febbre, dolori muscolari o mal di testa successivi alla vaccinazione, cogliamo l’occasione per sottolineare l’importanza di segnalare tutte le reazioni avverse (gravi e meno gravi) attraverso i canali ufficiali.
Purtroppo in Italia non è attivo un vero servizio di vaccino vigilanza attiva e, nonostante le molte parole che sentiamo, molto spesso i medici tendono a minimizzare le reazioni e a dire che “se la reazione è una di quelle indicate nel bugiardino vuol dire che va bene”.
In realtà non è così, ricordiamo a tutti i cittadini l’importanza di segnalare anche il solo manifestarsi della febbre perche potrebbe servire a stabilire in modo più accurato le percentuali delle reazioni, anche se transitorie. Inoltre, soprattutto per questi prodotti sperimentali e soggetti a monitoraggio addizionale, gli effetti a medio e lungo termine non sono noti per cui, ad esempio, se alla febbre dopo qualche giorno avvenisse un’altra sintomatologia si potrebbe con il tempo individuare una frequenza superiore di un disturbo che nella sperimentazione (abbreviata per arrivare in commercio prima possibile) non sono stati notati all’interno del campione ristretto. Ad esempio in alcune zone della Germania è stato deciso di sospendere la somministrazione del vaccino per le troppe reazioni avverse (2) e numerose anche le segnalazioni di scuole chiuse a causa della mancanza di insegnanti che, sottoposti al vaccino, hanno sviluppato febbre o malessere generale (3).
Questi episodi DEVONO essere segnalati dal medico per capirne la reale frequenza visto che, di fatto, quella che viene fatta è la vera sperimentazione su larga scala del vaccino.

Il 25 Febbraio di 29 anni fa (1992) veniva approvata la legge 210 che indenizza i danneggiati da vaccino e da emoderivati, una legge di civiltà che però molto spesso viene dimenticata dalla comunicazione istituzionale. Nel 1992 si respirava un clima molto diverso sulle vaccinazioni, e nella legge infatti vennero enunciati alcuni principi cardine che oggi sembrano ormai diventati purtroppo fantascienza, basta pensare a cosa dice l’articolo 7 comma 2:”I progetti di cui al comma 1 assicurano una corretta informazione sull’uso dei vaccini, sui possibili rischi e complicanze, sui metodi di prevenzione e sono prioritariamente rivolti ai genitori, alle scuole ed alle comunità in genere”

Effettuare una segnalazione di reazione avversa è un DOVERE di ogni medico responsabile e DIRITTO di ogni cittadino che si è sottoposto, anche volontariamente, a una vaccinazione.

Invitiamo quindi tutti coloro che dopo la vaccinazione Covid19 hanno avuto una reazione avversa a pretendere che venga segnalata dal medico, senza accettare passivamente l’eventuale rifiuto dal personale sanitario che minimizza una “semplice febbre”.
In aggiunta alla segnalazione del medico anche i singoli cittadini possono inserire una segnalazione in modo autonomo sul sito ufficiale dell’AIFA – Vigifarmaco : https://www.vigifarmaco.it/report/reports/build/steps/patient

Staff C.Li.Va. Toscana

(1) http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_1556_allegato.pdf

(2) https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/astrazeneca_malori_vaccino_ospedali_interrompono_vaccinazioni_germania_cosa_succede_ultima_ora_17_febbraio_2021-5772491.html

(3) https://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2021/02/22/news/treviso-decine-di-insegnanti-a-casa-in-malattia-dopo-il-vaccino-contro-il-covid-1.39939822/amp/?__twitter_impression=true

NUOVA LETTERA AL GARANTE DELL’INFANZIA

Cari genitori, abbiamo inoltrato nuovamente le nostre richieste di chiarimento ai garanti dei diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza, affinchè siano chiari TUTTI i rischi ed i benefici che le mascherine imposte a scuola.

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A CHIUNQUE ABBIA A CUORE I BAMBINI E I LORO DIRITTI

#ibambininonsonovirus

#2pesi2misure

In questi giorni non si contano le prese di posizione a tutela dei bambini di nazionalità cinese (in particolar modo coloro che sarebbero rientrati da poco dal Paese d’origine) che sarebbero a rischio discriminazione nelle scuole italiane a causa delle richieste di quarantena precauzionale giunte da alcuni.

Abbiamo visto politici e personaggi delle più varie levature (medici, politici, epidemiologi su tutti) ricoprenti vari incarichi nelle istituzioni nazionali e locali esporsi in difesa del diritto all’inclusione, del diritto inalienabile alla scolarizzazione, del diritto ad una vita sociale serena e tutelata di quei bambini che, per via delle psicosi da Coronavirus, sono oggetto di sospetto e rischiano di subire episodi di emarginazione da parte della cittadinanza.

Bellissimo, poetico, meraviglioso.

Peccato che in questi ultimi 3 anni abbiamo assistito, ininterrottamente, a media unificati e senza alcuna remora, alla discriminazione, ghettizzazione ed emarginazione di migliaia di bambini sani e che non sono portatori di alcuna malattia o untori da escludere ma hanno solo una terribile colpa: quella di non aver effettuato le 10 vaccinazioni previste da una delle leggi più discriminatorie e vessatorie degli ultimi decenni: la legge Lorenzin 119/2017 che ha esteso e inasprito le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo vaccinale per 10 vaccini nella fascia d’età 0/16 anni, lasciando inoltre fuori dagli asili decine di migliaia di bambini.

I bambini, quegli stessi bambini che oggi qualcuno vorrebbe mostrare di avere a cuore, sono stati bellamente esclusi dal tessuto sociale-educativo-scolastico, grazie alla convinzione (e alla propaganda) che i non vaccinati dovessero rappresentare un rischio per qualcuno. E per chi? Inizialmente si era provato a farli passare per un rischio per i vaccinati. Poi qualche lampadina si accese nelle menti dei promulgatori e così fu trovata una perfetta sponda nella popolazione: gli immunodepressi.

Gli immunodepressi, quella categoria di persone “a rischio” per via di un sistema immunitario deficitario o azzerato da patologie acute o croniche di cui, purtroppo, sono affetti.

Ma “a rischio” di cosa, esattamente? A rischio di qualsiasi patologia o infezione, derivante da qualsiasi virus o batterio che dovessero incontrare nella loro vita quotidiana (incluso quindi il Coronavirus). Non certo solo di quei batteri o virus che i vaccini vorrebbero prevenire, ma di centinaia di altri!

Dunque dicevamo che all’improvviso, nel 2017, la politica e il mainstream iniziarono a preoccuparsi della tutela di questa categoria di individui fino a quel momento inesistente per i politici.

E allora, senza alcuna valida spiegazione scientifica, di punto in bianco, solo i non vaccinati divennero una terribile piaga da debellare. Poco importa se le vaccinazioni non riguardano che una quindicina di malattie sulle decine e decine esistenti e normalmente diffuse nella popolazione (tutte potenzialmente egualmente pericolose per gli immunodepressi) e se in molti casi non costituiscono una tutela della salute collettiva ma solo una protezione individuale.

Poco importa: i non vaccinati dovevano diventare la piaga della nostra società, e i bambini “non in regola” dovevano essere obbligatoriamente esclusi dalle scuole materne e dagli asili nido, allontanati da un giorno all’altro dagli ambienti a loro familiari, ghettizzati e bullizzati a livello istituzionale, perché così era stato deciso e, per giustificare quella decisione, ogni argomentazione è stata usata in questi 3 anni. La classica strategia del “divid et impera”, creare fazioni di buoni contro cattivi per giustificare, agli occhi dei meno attenti, provvedimenti di compressione della libertà individuale.

Poi è arrivato il Coronavirus che ha avuto il pregio di far improvvisamente rispolverare concetti oramai desueti come diritto all’inclusione, diritto alla socialità, difesa dei diritti dei bambini, lotta dura senza paura ad ogni forma di discriminazione.

Così in questi giorni abbiamo letto le più disparate dichiarazioni dalle pagine dei giornali: “I bambini sarebbero ingiustamente danneggiati per un rischio teorico” e “le Asl sono in grado di prevenire sul nascere situazioni di pericolo” (Villani, SIP); “Nessun bambino è un virus” (Unicef Italia); “Solo con sintomi conclamati (!!!) quei bambini non andranno a scuola, senza possono restare a casa volontariamente (!!!) e “ Nessuna emergenza, a scuola si va” (Azzolina, Ministra Istruzione); e tante altre bellissime parole. In tanti si sono sentiti in dovere quindi di prendere le difese dei bambini che si sarebbero visti ingiustamente privare del diritto alla scuola, per non parlare del rischio di “caccia all’untore cinese”, di cui si è sentito parlare persino in tv, che metterebbe a repentaglio anche la vita sociale di questi bambini.

Esistono forse bambini di serie A e di serie B?

Forse sì e, a quanto pare, è così in Italia: nel nostro Paese decine di migliaia di bambini – perfettamente sani – non in regola coi 10 vaccini obbligatori, devono rimanersene a casa loro, perché loro, sani, loro sì che sono untori, indicati e additati come tali da tante e varie figure, istituzionali e non.

I bambini che non si sono sottoposti ad un trattamento preventivo sanitario (non esente da rischi) sono degli untori, dei pericoli per la società, degli appestati da emarginare e lasciare fuori dalle scuole. I loro diritti non sono contemplati. Di loro e del loro diritto alla socialità, dell’evidente ondata di odio ed emarginazione (creata e spinta dai media e dai politici, nonché da una parte di comunità scientifica) che ha fatto seguito alle polemiche relative alla legge Lorenzin del 2017, a nessuno interessa. Anzi, si è accolto a braccia aperte questo clima da tifoseria calcistica, questa “caccia all’untore”.

L’esclusione permanente dalle strutture educative di decine di migliaia di bambini sani ha lasciato non solo indifferenti ma addirittura in molti casi ha suscitato entusiasmo e ilarità. Si è gioito di queste misure restrittive. A nessuno è fregato nulla della socialità e dell’inclusione. A nessuno frega nulla tuttora, di loro.

La politica ha poi usato il tema “vaccini” per farlo diventare tema di campagna elettorale nel 2018. Partiti che avevano dichiaratamente etichettato il Decreto Lorenzin come incostituzionale, sbagliato, pericoloso per la nostra società si sono poi dileguati una volta giunti al Governo. E così il “la libertà non si può togliere con 4 righe “ della deputata Giulia Grillo si è trasformato in “non ho mai visto morire nessuno di vaccini”, il “tutti a scuola” del leader Matteo Salvini si è trasformato in un silenzio assordante una volta ottenuto lo scopo di andare al Governo del Paese.

Dove sta la coerenza? Tutti questi paladini dell’inclusione dov’erano ieri e dove sono mentre decine di migliaia di famiglie chiedono gli stessi diritti per i loro figli?

Bambini che, da un giorno all’altro, a decine di migliaia, hanno dovuto lasciare ambienti a loro familiari, amici, compagni, maestre, come degli appestati in assenza di epidemia con un danno che nessuno ha calcolato.

La psicosi Coronavirus va (giustamente) rifuggita, la psicosi-novax invece, creata e strumentalizzata ad arte, va bene? La caccia-al-cinese è un rischio sociale, la caccia-al-novax sta bene a tutti? Nell’interesse di chi?

È giunto il momento di provare ricucire il rapporto di fiducia medico-paziente, è giunto il momento di cancellare, una volta per tutte, le leggi discriminatorie e votate solo per adempiere a patti ed accordi che niente hanno a che vedere con il buon senso né con la tutela della salute pubblica.

Comitato Libertà di Scelta

https://telegra.ph/A-CHIUNQUE-ABBIA-A-CUORE-I-BAMBINI-E-I-LORO-DIRITTI-02-10

Meningite: L’epidemia è solo mediatica

<<Vaccineremo negli istituti superiori>>

Meningite: L’epidemia è solo mediatica , titolo di Epicentro nel 2017, eravamo capofila di strategia vaccinale in merito ai casi in Toscana.

Adesso- fonte OMS – siamo uno dei 10 rischi per la salute globale, il dubbio sul sacro vaccino è molto pericoloso. Come fermarci? Affievolendo la nostra responsabilità genitoriale.

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DUE PESI DUE MISURE

DUE PESI DUE MISURE

C.Li.Va. Toscana – Comitato per la Libertà di scelta Vaccinale

2017: TUTTA ITALIA – Casi di morte per morbillo n°5 = emergenza sanitaria! Un Governo impegnato per mesi a scrivere e attuare una Legge.

2019: SOLO TOSCANA – Casi di morte per batterio New Delhi n°32 = Allarmismo eccessivo. Silenzio stampa per mesi.

Questa la dichiarazione dell’ Assessore alla Sanità Regione Toscana Stefania Saccardi, che aveva denunciato il rischio di salute pubblica solo per la perdita di alcuni punti percentuali di copertura delle vaccinazioni, instaurando un clima sociale di divisione e di caccia all’untore.

Abbiamo chiesto per PEC una serie di informazioni cautelative per tutti NOI cittadini, affinché comprendano che NOI non ci beviamo il loro terrorismo e la loro strumentalizzazione mediatica.

La alleghiamo alla presente e vi chiediamo di protocollarla al vostro istituto scolastico o alla vostra Asl se volete, facendo presente che esiste una proprietà transitiva chiamata obiettività che non ha eccezioni neanche davanti al nuovo sistema solare scientifico “vaccinocentrico”.

In questi mesi come sono stati protetti, avvertiti, tutelati dallo Stato e dai medici questi soggetti fragili o immunodepressi?

Questa è la prova che la tutela dei fragili e degli immunodepressi è stata strumentalizzata per promuovere i vaccini a livello sociale. Un sacrificio collettivo (La stessa Corte costituzionale ha considerato i danneggiati dalla somministrazione di vaccini “come coloro che vanno in guerra e sacrificano la loro vita per il bene della popolazione“) per la protezione di chi non trae vantaggio. Le infezioni ospedaliere, come il New Delhi, agenti patogeni e pericolo di incubazione a seguito di recente vaccinazione possono far correre davvero gravi pericoli ai soggetti fragili.

NOI abbiamo deciso di vedere oltre e condividere i dubbi che ogni giorno crescono con paradossi, negazioni, censura e violazioni della nostra serenità familiare e relazionale in quella che dovrebbe essere una società inclusiva, non per noi, che neanche la volevamo questa guerra.

Quando ci son stati i casi di morbillo (o magari meningite, o influenza) NESSUN MEDICO (per rischio radiazione?) SI E’ PERMESSO DI DIRE “l’infezione potrebbe essere una concausa o non aver provocato la morte”.

Assessore Saccardi, con queste parole ci fa venire un dubbio: non è che per concausa intende l’immunosoppressione e che quindi a causa dell’immobilismo e del silenzio da parte della Regione qualche immunodepresso è già morto per infezione all’interno degli ospedali toscani non attrezzati a dovere, per fronteggiare il batterio New Delhi?

Attendiamo risposte, ha 30 giorni di tempo per rispondere non a noi, ma al cittadino, elemento fondamentale della nostra Costituzione.

Staff Cliva

https://www.clivatoscana.com/

 

NEW DELHI - richiesta forma cautelative da 3500 famiglie