ABBIAMO UN PROBLEMA, UN GRANDE PROBLEMA

Proprio nel giorno in cui AIFA ha pubblicato il 2° rapporto sulla sorveglianza dei vaccini COVID19 (1), con i media italiani che titolano in prima pagina “i vaccini sono sicuri ed efficaci, poche e risolvibili le reazioni avverse” (2), titoli trionfalistici volti a spingere ancora di più l’acceleratore sulla campagna di vaccinazione e a spegnere qualsiasi dubbio o diffidenza fra la popolazione, abbiamo la conferma di quanto già noto da anni: la farmacovigilanza  e la sua efficienza sono un problema.

Il problema nasce proprio leggendo il documento AIFA senza soffermarci ai titoli dei giornali italiani.

A pagina 10 del rapporto AIFA leggiamo: “la tipologia delle segnalazioni inserite dall’inizio della campagna vaccinale è prevalentemente di tipo spontaneo (99% circa) e le rimanenti segnalazioni sono invece stimolate tramite progetti di farmacovigilanza attiva”

Ed è proprio qui il problema: le segnalazioni sono spontanee, questo vuol dire che il fenomeno delle reazioni avverse è sottostimato. Troppe le persone che hanno manifestato febbre e dolori che si sono sentiti dire dal medico che la reazione avuta è normale, che se la reazione è una di quelle contenute nel bugiardino non va segnalata perché “già nota”.  AIFA da cittadini non possiamo non denunciare che abbiamo un grande problema: state raccogliendo dati parziali, dati incompleti e non veritieri perché le segnalazioni non vengono fatte in modo completo. Solo l’1% delle segnalazioni viene “stimolata da progetti di farmacovigilanza attiva”, una percentuale irrisoria e che denota un problema serio nella trasparenza e nell’affidabilità dei dati. Quante sarebbero state le segnalazioni con un vero progetto di farmacovigilanza attiva? Se tutti i centri vaccinali avessero seguito i pazienti richiedendo e annotando qualsiasi sintomo per valutare, una volta aggregati i dati con un campione significativo, la reale percentuale di reazioni avverse di questi prodotti sperimentali che numeri avremmo letto?

E ci rivolgiamo anche a tutti coloro che si vaccineranno nei prossimi giorni, a tutti i medici coinvolti nella campagna vaccinale: segnalare OGNI reazione avversa (inclusa la febbre) è un DOVERE ed è riportato anche nel foglio illustrativo del prodotto (3): “La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare QUALSIASI reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione”

Lo ripetiamo: segnalare QUALSIASI reazione avversa, lo dice anche il produttore. Ignorare un effetto collaterale come la febbre non è corretto, diffidate dal medico che minimizza ogni reazione perché solo registrando tutti gli eventi si potrà davvero capire in futuro se a questa febbre, o a altri fenomeni transitori, seguirà purtroppo una patologia o un disturbo con una frequenza superiore alla popolazione non vaccinata.

Eppure, da cittadini, non possiamo non allarmarci sui dati (parziali) indicati nel report. Pur ribadendo la sensazione di sottostima dei dati quello che viene riportato nel report meriterebbe quantomeno di applicare quel principio di precauzione che nella medicina dovrebbe essere basilare.

“Al 26 febbraio 2021 sono state inserite 40 segnalazioni con esito “decesso” per un tasso di segnalazione di circa 0,97 su 100.000 dosi somministrate. Su 40 segnalazioni, 29 schede presentano una valutazione del nesso di causalità al momento della stesura di questo documento: il nesso di causalità è considerato non correlabile nel 66% dei casi, indeterminato nel 27% dei casi e inclassificabile per mancanza di informazioni necessarie all’esecuzione dell’algoritmo nel 7% dei casi.”

Le segnalazioni con nesso “indeterminato” secondo la legenda del documento indicano che “l’associazione temporale è compatibile ma le prove non sono sufficienti a supportare un nesso di causalità.”

Ogni ulteriore commento sarebbe superfluo, c’è un nesso temporale ma le prove non sono sufficienti per cui, come se niente fosse, si continua a vaccinare definendo SICURO il prodotto.

E neanche oggi che molti paesi europei hanno sospeso la vaccinazione del vaccino Astrazeneca (4) nel nostro paese ci si è fermati nella vaccinazione, è stato solo sospeso un unico lotto del prodotto continuando a vaccinare come niente fosse, come se il principio di precauzione non esistesse.

Invitiamo tutti coloro che si vaccineranno nelle prossime settimane a pretendere che ogni reazione avversa venga appositamente registrata nei canali corretti. E pretendiamo da AIFA trasparenza e correttezza, se si vuole conquistare la fiducia bisogna meritarsela. E finora niente è stato fatto se non quello di negare l’evidenza.

Staff C.Li.Va. Toscana

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/03/11/danimarca-sospende-luso-del-vaccino-astrazeneca-problemi-di-coagulazione-del-sangue-stessa-decisione-per-islanda-e-norvegia/6129768/