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Paracetamolo nel trattamento domiciliare dei primi sintomi di COVID-19: un possibile nemico piuttosto che un amico per i pazienti anziani?

“sembra indubbiamente confermato che i pazienti che utilizzavano il paracetamolo come terapia domiciliare elettiva nella fase iniziale dell’infezione da SARS-CoV-2, avevano un rischio maggiore di essere ricoverati.”

“Inoltre, la probabilità di essere ricoverati in unità di terapia intensiva entro 10 giorni di “vigile attesa” può essere maggiore superiore al 65% (65,18%) in un calcolo bayesiano. Pertanto, basandosi su questa stima, si deve trarre una possibile conclusione. Le ragioni farmacologiche di questo fallimento sono state introdotte in questo manoscritto e dovrebbero essere prese seriamente in considerazione per formulare una nuova terapia protocolli e linee guida approvate.”

Studio tradotto dal team traduzioni C.Li.Va. Toscana

 

Paracetamolo_nel_trattamento_domiciliare