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VACCINO ANTINFLUENZALE E COVID-19

In queste settimane la FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) ha suggerito al Governo di inserire una forte raccomandazione per la vaccinazione antinfluenzale per i bambini definendolo “L’unico modo sicuro per far tornare i bambini tra i banchi di scuola”. Idea subito ripresa da alcuni Presidenti di Regione come De Luca (Campania) che suggerisce “vaccino antinfluenzale obbligatorio per docenti e studenti” perché “l’epidemia di influenza ha una sintomatologia sovrapponibile al Covid”. In questi giorni inoltre è stata presentata una mozione per sollecitare il governo ad introdurre obbligo di vaccino antinfluenzale per gli over 60 da Forza Italia per “rendere più agevole la certezza della diagnosi in relazione al Covid-19”.

La capogruppo Gelmini ci ricorda infatti che “Nei mesi di febbraio e marzo, quando è scoppiata l’emergenza, avevamo da contrastare anche il picco della normale influenza stagionale, e questo ha causato numerosi problemi nel combattere il Coronavirus” mentre il collega Mandelli tiene a precisare che “I vaccini sarebbero assolutamente gratuiti e potrebbero essere fatti anche presso le farmacie.” Ovviamente il fatto che l’Onorevole Mandelli sia anche il Presidente della Federazione Ordini Farmacisti Italiani per noi è una pura casualità, ma ci aspettiamo dal Parlamento, che discuterà la mozione in questi giorni, che almeno approfondisca se questa parte possa generare un conflitto di interessi. Inoltre, come ribadiamo sempre quando si parla di gratuità, ricordiamo che il fatto che il vaccino venga somministrato in modo gratuito implica che i (pochi) soldi a disposizione della sanità nel nostro paese siano dirottati nell’acquisto del vaccino. Niente è gratuito e se ci sarà un aumento della spesa sanitaria per l’acquisto del vaccino (in quanto obbligatorio i cittadini dovranno poterlo ricevere senza pagare) sicuramente in qualche altro settore ci saranno dei risparmi con conseguenze impronosticabili. Evidentemente nei “numerosi problemi” citati dagli Onorevoli non rientrano i soldi spesi male in campo sanitario pensando che la vaccinazione a tappeto possa risolvere la carenza di posti letto o di personale sanitario.

Ma qual è l’efficacia del vaccino antinfluenzale?

Secondo il CDC USA per la stagione 2019-2020 è stata del 45% mentre nel 2017-2018 fu mediamente del 36%. A questo punto ci chiediamo che fondamento abbia la dichiarazione che ha fatto il Presidente della Regione Lazio Zingaretti giustificando la sua ordinanza sull’obbligo del vaccino antinfluenzale istituito poche settimane fa: “Il vaccino obbligatorio, per le persone a rischio, permetterebbe una diagnosi precoce del Covid-19, perché si esclude il sintomo dell’influenza stagionale normale”.

Quale aiuto nella “diagnosi precoce” di coronavirus garantirebbe un vaccino che ha un’efficacia fra il 36 e il 45%? Davvero si vuol far credere che un medico serio e preparato baserebbe la diagnosi di un paziente sul fatto che sia vaccinato o meno per l’influenza?

Riportiamo anche uno studio relativo alla stagione 2016-17 pubblicato sul sito dell’Istituto superiore di sanità dove sono stati seguite 64.854 persone di cui 30.456 senza vaccino antinfluenzale e 34.398 vaccinate. Nella tabella riepilogativa si può notare come l’incidenza fra le 611 persone che sono state ospedalizzate e le 116 che sono morte durante la stagione analizzata la percentuale sia più alta fra il campione vaccinato (35.5% contro 64.4% per gli ospedalizzati e 37.9% contro 62.1% nei morti). Pensare che un vaccino di scarsa efficacia contro la malattia da cui dovrebbe proteggere sia addirittura utile per un’altra malattia è una follia.

Per quanto riguarda l’invito della FIMP sulla vaccinazione ai bambini ricordiamo che al 27 Maggio secondo l’Istituto superiore di sanità i casi di malattia fra 0 e 18 anni sono il 2.1% del totale. Davvero la Federazione dei medici pediatri vuole dirci che con un’incidenza di solo il 2.1% abbia qualche utilità vaccinare a tappeto tutti i minori di 16 anni (la meno colpita dal coronavirus Covid-19) per eliminare dubbi nella diagnosi o sovraccaricare il sistema sanitario?

Sempre nel rapporto prodotto dall’Istituto superiore di sanità si evidenzia come il 60% dei casi sia avvenuta nelle RSA , per cui risulta davvero incomprensibile l’accanimento da parte della politica e delle task force nei confronti dei bambini e della scuola. Oggi è stato ufficializzato che anche il campionato di calcio potrà ripartire già nel mese di Giugno, incomprensibile come si ritenga più sicura una partita di calcio con continui contatti fisici e non una scuola di bambini fra oltre tre mesi nonostante il calo dei contagi sia continuo da settimane.

Come al solito classe politica e rappresentanti dei medici non perdono occasione per seminare panico per giustificare nuovi obblighi e ricatti soprattutto sulla pelle dei bambini. Stranamente, ma ci auguriamo che il Ministero e la FIMP provvedano quanto prima, nessun accenno sul legame fra carenza di Vitamina D e infezioni alle vie acute respiratorie. Sul sito dell’Istituto superiore di sanità infatti lo scorso 21 maggio è stato pubblicato un articolo che evidenzia come “attualmente sono in corso numerosi trial clinici, ad esempio negli USA, che mirano a testare l’integrazione di Vitamina D nei pazienti con Covid-19 […]” perché diversi studi hanno dimostrato un “potenziale impatto benefico dell’integrazione di Vitamina D contro le infezioni acute delle vie respiratorie”.

Siamo consapevoli che non sia la vitamina D la cura per il coronavirus, ma di sicuro quando sentiamo parlare di prevenzione è inspiegabile come ci si riconduca solo al vaccino da parte di chi dovrebbe avere a cuore la salute dei nostri figli. Perché nel dubbio che possa essere comunque utile a rinforzare il sistema immunitario dei bambini i pediatri non raccomandano l’assunzione di vitamina D?

Oppure in tema di prevenzione perché gli Onorevoli Gelmini e Mandelli non raccomandano agli over 60, a cui vorrebbero imporre una vaccinazione obbligatoria, di smettere di fumare? Eppure sul sito del Ministero della Salute viene riportata una comunicazione dell’Istituto superiore di sanità nel quale si specifica che “chi fuma ha il rischio di sviluppare polmonite severa da Covid-19 almeno tre volte superiore rispetto ai non fumatori”. Ma d’altronde da un Governo che in pieno lockdown ha chiuso i parchi e proibito attività motoria ma ha lasciato aperti i tabaccai e considerato una necessità uscire per andare a comprare le sigarette, ma non una passeggiata all’aria aperta ai bambini, non potremmo aspettarci di meglio.

Il panico e il caos generato dal coronavirus Covid-19 ancora una volta sono il pretesto per introdurre nuovi obblighi ingiustificati. Con il forte calo dei contagi adesso il nuovo motivo per spaventare e ricattare le persone è “la seconda ondata che ci sarà nel prossimo autunno”. E questo nonostante numerosi medici di tutto il Mondo ipotizzino che non ci sarà nessuna seconda ondata nel prossimo autunno oppure che potrebbe esserci ma in modo molto meno aggressivo per la mutazione del virus.

Le opinioni di medici ed esperti cambiano continuamente, in questi 4 mesi abbiamo assistito a dichiarazioni in continua contrapposizione ribadendo quindi di come si proceda per tentativi. Ma in tutto questo è inaccettabile che la politica e i rappresentanti dei medici approfittino per introdurre nuovi obblighi vaccinali e per ribadire che il vaccino sia il miglior modo di prevenire malattie e problemi al sistema sanitario nazionale. Ancora una volta poi è assurdo che sia la scuola l’ambiente ritenuto più pericoloso da parte dei pediatri per sbandierare necessità di vaccinazioni a tappeto di scarsa efficacia e su una popolazione che, dati alla mano, è la meno colpita dal coronavirus.

Staff C.Li.Va. Toscana

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SOROS, C.E.D.U. E LEGITTIMITÀ DI OBIEZIONE ETICO-RELIGIOSA PER VACCINI OBBLIGATORI.

https://eclj.org/ngos-and-the-judges-of-the-echr?lng=fr

E’ stato pubblicato il rapporto tra la Corte dei Diritti dell’Uomo e le ONG di George Soros, personalità molto discussa al momento per le sue influenze globali all’unisono con Bill Gates. Le dinamiche della Corte Europea ci interessano non poco in questo momento, dato che di recente la questione di legittimità sull’obbligo vaccinale è stata sollevata davanti alla Corte Europea dei Diritto Umani da alcuni cittadini della Repubblica Ceca, Paese che, come l’Italia, ha obbligatorietà per 10 vaccini pena 400 € di multa e l’esclusione dai servizi educativi per la prima infanzia.

I cittadini cechi che hanno sollevato il caso davanti alla Corte si sono appellati agli artt. 8 e 9 della Convenzione Europea per i Diritti Umani (obiezione di coscienza e libertà di culto) e all’art. 2 del Protocollo I della Convenzione (libertà educativa).

La sentenza doveva svolgersi ad aprile 2020.

Non abbiamo notizie in merito ma ci giungono segnali di cambiamento molto forti:

Come promemoria ricordiamo che questo rapporto ha rivelato che 18 giudici hanno deliberato 88 volte in casi promossi o supportati da ONG di cui erano stati precedentemente collaboratori o leader, in grave violazione dell’etica giudiziaria. In qualsiasi stato di diritto l’autore di tali violazioni dovrebbe affrontare pesanti azioni disciplinari e le questioni dovrebbero essere ritentate.

Teniamo a ricordare che queste ONG appartengono a George Soros, l’uomo che vede con eccitazione questo passaggio storico segnato dal COVID-19 come “rivoluzionario”, ammettendo che “Gli ingranaggi della giustizia sono molto lenti mentre le minacce simili al coronavirus viaggiano a grande velocità”: choc economy quindi per vendere protezioni mascherate da privazioni?

Lungi dal cadere nel silenzio e, nonostante il confinamento, le rivelazioni fatte in questo rapporto hanno finora continuato a diffondersi in Europa, e anche oltre, attraverso centinaia di pubblicazioni.

Il silenzio della CEDU è stato interrotto ed il ministero degli Affari esteri russo ha dedicato un comunicato ufficiale al rapporto della ECLJ. In questo testo è preoccupato per l’ “influenza nascosta” di alcune ONG occidentali nella CEDU e dichiara che “influenza direttamente la qualità, l’imparzialità e l’equità delle sentenze della Corte”. La Russia ritiene inoltre che un “esame adeguato” di tali disfunzioni da parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa, nell’ambito del processo di riforma della Corte, correggerebbe e ridurrebbe le “interferenze politiche” esercitate da queste ONG nel processo giudiziario.

Questa dichiarazione è di vasta portata dato il peso diplomatico della Russia a Strasburgo. Il suo ambasciatore lo attuerà sicuramente con fermezza con i rappresentanti degli altri 46 Stati membri del Consiglio d’Europa.

Il dibattito si svolgerà quindi e – speriamo – senza pretese, perché il Comitato dei Ministri è l’unico organo a esercitare un certo potere sulla Corte. In risposta a queste domande i governi europei dovranno concordare le misure da adottare per “ripristinare l’integrità della Corte europea”, “porre fine ai conflitti di interesse” e garantire la trasparenza dell’azione di queste ONG alla Corte e dovrà applicare a se stessa delle norme etiche che già impone ai tribunali nazionali.

Confidiamo in una maggiore imparzialità di giudizio per una questione assai rilevante per molte persone in Europa riguardo proprio la vaccinazione obbligatoria.

Ricordiamo tuttavia che,da quando è partita questa denuncia di influenza delle ONG di Soros sulla corte, è stata vinta una causa nel 2020 (il 13 febbraio) in cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha confermato la responsabilità della Sanofi Pasteur in un caso di sclerosi multipla dopo vaccinazione anti-epatite B.

La vicenda riguarda una infermiera tirocinante francese nata nel 1972 che, vaccinata per epatite B, durante la pratica della professione infermieristica, ha contratto nel 1993 la sclerosi multipla.

La Sanofi (citata in causa poiché casa farmaceutica del vaccino) si è lamentata del fatto che la constatazione contro di essa si basava sulla duplice presunzione di un nesso causale tra la vaccinazione e le malattie di X e della difettosità del vaccino.

La Corte ha tenuto conto per il risarcimento del fatto che la sclerosi multipla è malattia progressiva che peggiora anche in assenza di richiesta successiva.

La donna ottenne dallo Stato francese un indennizzo di 656.803,83 € e un vitalizio di 10.950 € annui.

Successivamente le sue condizioni di salute peggiorarono e le furono diagnosticati il morbo di Crohn nel 1999 e una grave malattia muscolare infiammatoria (polimiosite) nel 2004.

Staff Cliva Toscana

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PILLOLE DI OTTIMISMO

Da oltre due mesi su televisioni e giornali italiani trovano ampio spazio immagini e titoli catastrofisti sull’emergenza coronavirus. Vogliamo con questo articolo portare le testimonianze di medici che ci fanno sperare in un futuro migliore, un ritorno a una normalità a cui non possiamo e non dobbiamo rinunciare:

Dott. Ciccozzi (Responsabile unità di statistica medica ed epidemiologica molecolare Università Roma): “Stiamo osservando che il Covid-19 perde potenza. Evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità”

Dott. Clementi (Direttore del laboratorio microbiologia e virologia del San Raffaele,Milano): “E’ molto probabile che l’arrivo del caldo possa influenzare il livello di aggressività del germe”

Dott. Borghetti (Medico radiologo Ospedale maggiore di Crema): “Le polmoniti date dall’infezione da Coronavirus stanno scomparendo e nella giornata di mercoledì non sono arrivati nuovi casi all’ospedale Maggiore di Crema. Il virus sta perdendo, man mano, sempre più forza. “

Dott. Matteo Bassetti (Direttore clinica di malattie infettive Ospedale San Martino di Genova): “Il virus è un nemico molto meno temibile” e ” Dobbiamo capire se abbia perso anche forza: a metà marzo molti contagiati rischiavano di morire già in ambulanza. Ora non più”

Dott. Guido Silvestri (Virologo, docente negli USA alla Emory University di Atlanta): “E’ chiaro che la malattia sembra meno grave di alcune settimane fa. Potrebbe essere il caldo (che causa infezioni con inoculo virale più basso), e/o la nostra migliorata capacità di trattare la malattia, e/o il virus che si ‘adatta’ al nuovo ospite riducendo la patogenesi (un fenomeno ben noto a chiunque conosce la virologia)”

Ospedale di Vaio , Fidenza: “Dimesso l’ultimo paziente all’ospedale di Fidenza,solo qualche settimana fa l’ospedale aveva circa 300 pazienti covid.” [5]

Giuseppe Remuzzi (Direttore Istituto ricerche farmacologiche Mario Negri): “I malati di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa, continuano a diminuire le terapie intensive e i ricoveri nei reparti normali. Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa. La situazione è cambiata ovunque, non solo a Bergamo e a Milano, ma anche a Roma e Napoli” , ” sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”

Dottor Le Foche (immunologo Umberto I Roma): “Coronavirus meno aggressivo, può sparire come la Sars” , “Oggi vediamo delle sindromi meno importanti dal punto di vista clinico – le parole di La Foche – questo potrebbe essere dato da una riduzione della virulenza del virus. Io sono un clinico, sul campo vedo delle sindromi meno aggressive

Dott.Clementi (Direttore del laboratorio microbiologia e virologia del San Raffaele di Milano): “Ci aspettiamo che questo coronavirus pian piano possa diventare innocuo, com’è successo ai suoi cugini, responsabili del semplice raffreddore

Alessandro Bonsignore (presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Genova) : “C’è una problematica che riguarda tutto il nostro Paese collegata al fatto che si è deciso di inserire nel numero dei decessi da coronavirus tutti i casi di coloro che sono stati scoperti positivi al covid-19, durante la propria vita o addirittura nel post-mortem” , “Noi stiamo praticamente azzerando quella che è la mortalità per qualsiasi patologia naturale che sarebbe occorsa anche in assenza del virus”

Sono testimonianze tutte raccolte nell’ultima settimana, rafforzate da un quadro che vede il numero di guariti aumentare giorno dopo giorno. Massimo rispetto per chi ha visto soffire o, peggio ancora, morire parenti o amici ma questo non deve mai toglierci la speranza di superare questo brutto periodo. Il pessimismo e le continue dichiarazioni di un mondo che cambierà per sempre contribuiscono solo ad aumentare quel senso di incertezza e negatività a cui non vogliamo cedere.

Staff C.Li.Va. Toscana

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DIDATTICA A DISTANZA? BOCCIATA!

“La salute è uno stato di benessere fisico mentale e sociale”.

Dichiarazione OMS del 1948.

La stessa OMS che adesso non prende a modello l’Italia per la gestione COVID ma premia il modello svedese per il ritorno alla normalità. Durante il nostro prolungato lockdown, affettivo ed economico, la stessa Svezia ha criticato “la spirale di disinformazione” generata da alcuni dei più diffusi quotidiani italiani nel descrivere la strategia di contrasto al Covid-19 attuata nel paese scandinavo. Non possiamo non sottolineare come l’OMS, solo a parole sempre a caccia di disinformazione e fake news, non abbia evidenziato la strategia errata del governo italiano e la mancanza di critica, sale della democrazia, della stampa italiana.

Tutto questo mentre il mantra mediatico del Governo italiano non ha accennato ad alcun cambiamento in questi due mesi. Il raccomandato – o meglio imposto – “distanziamento sociale” suona come un accostamento verbale che evoca pericolosamente un concetto miliare per la vita umana: la socializzazione e il contatto umano, come ricorda il Professor Vittorino Andreoli, psichiatra e studioso, sulle pagine de La Voce del Trentino. “La paura ha avvolto tutto e tutti. Insicurezza, ansia, panico e angoscia”. Chi ha causato questi sentimenti, questa insicurezza, di certo ha una forte responsabilità verso ciò che comporterà nella vita di tutti noi chissà per quanto tempo ancora. Esercizio statistico facile ogni giorno comunicare il numero di contagi, decessi e guariti. Più difficile calcolare a medio e lungo termine il danno psicologico ed emotivo per chi in questo lockdown prolungato ha dovuto distanziare affetti, sentimenti e socialità.

Reclusi in casa per mesi e sbattuti davanti a schermi più o meno grandi per la somministrazione asettica di informazioni. Questo sarebbe l’insegnamento scolastico, un tempo eccellenza di cui il nostro Paese si poteva vantare? Come tollerarlo e accettarlo per i bambini fino a 6 anni? Questo serve a educare i futuri adulti a quello che il M5S elogia come Transumanesimo. Questo elogia la Ministra dell’Istruzione Azzolina del M5S, con la DAD. I fondatori e le fondatrici della buona e sana educazione infantile e della pedagogia proverebbero vergogna e si rifiuterebbero anche solo di pronunciare certe sigle.

Questo è il Trasumanesimo spiegato nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati davanti all’ex Ministro dell’Istruzione Fioramonti, Roberto Fico (presidente commissione parlamentare vigilanza RAI) e Dalila Nesci (anticorruzione), tutti membri del M5S, in una conferenza tenuta con l’imprenditore e ambasciatore del Goal di Sostenibilità dell’ONU Marco Antonio Attisani .

La Ministra dell’Istruzione Azzolina, M5Stelle, continua a ripetere davanti alle telecamere che la DAD abbia funzionato bene e che sia “un’ottima soluzione perché la scuola non era pronta.

Noi, C.Li.Va Toscana, ma cassa di risonanza di molti più genitori, aggiungiamo alle sue parole:

NOI NON SIAMO PRONTI e mai lo saremo. La Didattica a Distanza non è la soluzione.

I nostri figli soffrono per i danni causati dall’adulto-centrismo. Per la solitudine, solo italiana, indotta da una task force che ha di fatto sostituito il Governo e il Parlamento eletto dal popolo italiano. Troppo facile scaricare “sugli esperti” le decisioni impopolari che vengono prese; troppo facile utilizzare l’emergenza sanitaria per giustificare provvedimenti che scritti nero su bianco in un programma elettorale non sarebbero mai stati votati da chi detiene la sovranità: il popolo.

ORA BASTA!

Inviamo questa lettera aperta alla Ministra Azzolina, ricordando che SIAMO l’unico Paese che sta distruggendo la salute mentale e sociale dei più piccoli, non per COVID-19, ma per manie transumanistiche.

Diciamo NO.

Chiediamo di guardare all’Europa NON solo per contrattare debiti, ma anche per imparare e confrontarsi con Paesi come:

⁃ La SVEZIA che ha fatto laureare e festeggiare gli adulti del futuro senza restrizioni;

⁃ La DANIMARCA che fa lezioni fa lezioni all’aperto dal 20 aprile;

⁃ La NORVEGIA che non ha ritenuto necessaria la chiusura;

⁃ La FRANCIA che riaprirà tra pochi giorni perché come da pubblicazione scientifica ha scoperto che un bambino positivo al coronavirus che ha incontrato 172 persone non ha contagiato nessuno.

⁃ La SVIZZERA tramite il Dipartimento malattie infettive del Ministero della Sanità, Daniel Koch, ha detto che “gli scienziati sono arrivati alla conclusione che i ragazzini non trasmettono il virus. Sarebbe sbagliato proibire ai nonni, che stanno già soffrendo per questa situazione, di essere abbracciati dai loro nipoti quando si sa che (i bambini) non sono contagiosi“.

Non siamo profumatamente stipendiati come i membri delle task force, ma abbiamo motivazioni più forti e profonde per sapere quale sia la strada da seguire: questa è la nostra vita e come sindacato dei nostri figli non accetteremo nessuna imposizione o restrizione motivata solo da interessi economici.

Uno Stato senza il suo popolo non esiste: la sovranità appartiene al popolo, articolo 1 della Costituzione.

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VACCINO ANTINFLUENZALE ED OBBLIGHI…. LA SCELTA GIUSTA?

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VACCINO ANTINFLUENZALE ED OBBLIGHI…. LA SCELTA GIUSTA?

È notizia del 17 Aprile scorso l’ordinanza della Regione Lazio che obbligherà dal prossimo 15 Settembre 2020 la vaccinazione antinfluenzale e pneumococcica per tutti gli over 65 anni e il personale sanitario.

Il motivo è: “accogliere l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi”.

Ma davvero il vaccino antinfluenzale riduce i fattori confondenti di tutte quelle sintomatologie influenzali e parainfluenzali che “possono sembrare” COVID-19?

Seguendo il rapporto americano CDC dello scorso Febbraio 2020 la stima dell’efficacia del vaccino stagionale basato sui casi confermati in laboratorio è stata del 45%, ovvero circa 1 volta su 2 il vaccino HA FALLITO, non ha protetto il soggetto vaccinato.

Efficacia stimata del 45$

Ma quanti sono stati i casi di infezione acute in totale? Come sappiamo bene, infatti, oltre ai ceppi previsti nel vaccino influenzale esistono moltissime forme parainfluenzali che non sono coperte dal vaccino. Il rapporto CDC in una tabella riepilogativa nello studio riporta questi numeri su circa 4.000 casi:

26% test positivi al virus influenzale

74% test negativi al virus influenzale

Risultato dei test su soggetti con infezioni respiratorie acute

Quindi i casi di infezione acuta dovuti a influenza sono stati solo il 26% del totale di cui il 50% su soggetti vaccinati.

L’efficacia stimata del 45% è addirittura più alta di quanto venne riscontrato nel 2018 quando, come riporta uno studio pubblicato su vaccinarsi.org tratto dal CDC di Atlanta, l’efficacia generale del vaccino era addirittura più bassa: 36%. Dati i tagli alla sanità degli ultimi 10 anni vale la pena investire su vaccini di bassa efficacia come quello antinfluenzale solo per diminuire il rischio di diagnosi sbagliate?

Ricordiamo che molte persone asintomatiche al coronavirus sono risultate positive al tampone, quindi rileviamo la mossa di Zingaretti ancora più inefficiente ed inutilmente dispendiosa. Ogni anno sui giornali leggiamo di come, nonostante abbiano ricevuto il vaccino antinfluenzale, molte persone si ammalino proprio a causa dell’elevato numero di ceppi influenzali (e parainfluenzali) che circolano nell’aria NON coperti dal vaccino. Il rischio è proprio di ottenere l’effetto opposto: un paziente vaccinato per influenza si ammala e viene curato con i protocolli sperimentali di coronavirus confidando nell’efficacia al 100% del vaccino. Chi ha stimato il danno che si potrebbe causare per l’errata diagnosi dovuta alla falsa idea di protezione?

Nel 2018 l’efficacia era del 36%

La Regione Lazio, quindi, seguendo le indicazioni di OMS pensa di ridurre i “fattori confondenti” con questa efficacia? E quale costo per la salute dei cittadini?

Le sentenze che indennizzano DANNI da vaccino antinfluenzale sono numerose, e vorremmo che chi pone obblighi indiscriminati se lo ricordasse e lo scrivesse nero su bianco nelle comunicazioni istituzionali. A titolo di esempio citiamo una sentenza del Tribunale di Milano del 2019 che riconosce indennizzo ai sensi della legge 210/1992 ad una donna che ha contratto la sindrome di Guillain-Barrè.

Danni da vaccino Legge 210/1992

Lo ripetiamo ancora una volta: la vaccinazione NON corrisponde sempre a immunizzazione. Gli obblighi indiscriminati quindi non servono, perché il cittadino obbligato corre un rischio solo PER UN’IPOTETICA protezione.  Ancora più assurdo in questo caso perché addirittura non si parla di protezione da una malattia, ma di una vaccinazione obbligatoria (anzi due!) imposta solo per ridurre il rischio di errata diagnosi da parte dei medici.

Sperando che questa ordinanza della Regione Lazio non venga presa a modello da altre Regioni, invitiamo tutti i cittadini a informarsi, a chiedere maggiori informazioni su questi dati al proprio medico di fiducia e, soprattutto, a far valere sempre il CONSENSO INFORMATO.

Staff C.Li.Va. Toscana

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IL VACCINO LA SOLUZIONE A TUTTI I PROBLEMI?

La quarantena forzata che stiamo vivendo sta violando il “benessere mentale e sociale” globale, benessere inteso dalla OMS sia fisico, che mentale e sociale.

Ormai da mesi l’unico messaggio del Governo italiano è: #stateacasa. Così, mentre altri Paesi vicino a noi hanno adottato provvedimenti di restrizione molto più leggeri e brevi, gli italiani stanno subendo decreti, circolari e modelli di autocertificazione scalfendo così benessere sociale e mentale, bombardati mediaticamente da video e notizie montate ad hoc sui “pericolosi runner italiani” che continuano a fregarsene delle regole. Divide et impera.

Solita strategia usata anni fa per estendere l’obbligo vaccinale: c’è un problema (dimenticando il grande impatto sul numero di casi di malattia della cattiva gestione di OMS e dei tagli indiscriminati alla sanità), si scarica sui cittadini la colpa, infine si creano fazioni “buoni” contro “cattivi” e con questa motivazione si colpiscono diritti costituzionali e di buon senso. Una privazione per giustificare una protezione. Nel 2017 la privazione gravò sul diritto di accesso scolastico dei minori fino a 6 anni, un vero e proprio ricatto vaccinale: o fai 10 vaccini o sei fuori. Walter Ricciardi, allora Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e adesso membro OMS, confermò un piano vaccinale obbligatorio deciso della Global Health Security Agenda (GHSA) con il Ministro Lorenzin e il Presidente degli Stati Uniti Obama nel 2014. Ruolo di “capofila delle strategie vaccinali” del nostro Paese che ci ha visto sperimentare in prima linea un obbligo vaccinale esteso senza precedenti nel Mondo. Oggi, invece, è l’emergenza coronavirus COVID-19. Quale sarà la nuova privazione visto che l’UE sta già pensando come regolamentare la geolocalizzazione ed il GAVI ha già investito sull’evento ID2020 pochi mesi fa?

Prima che qualcuno ci accusi di negazionismo diciamo subito che il problema coronavirus c’è e, da parte nostra, esprimiamo massima solidarietà a chi ogni giorno combatte mettendo a rischio la propria vita per ridurre al minimo l’impatto su di noi e i nostri cari. Da chi invece, come il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha responsabilità politiche ci aspettiamo messaggi diversi da quelli lanciati pochi giorni fa su Facebook in cui, in 21 righe, ha nominato la parola vaccino 6 volte per legarla al “tornare alla normalità”.

Post del Ministro Luigi Di Maio

Nel post nessuna parola su una cura, perché a quanto pare per tornare alla normalità non si può sperare che per questo virus ci sia una cura o, meglio ancora, che l‘epidemia termini da sola in 70 giorni come sostiene il nuovo studio fatto in Israele.

“Non possiamo sperare nella normalità senza un vaccino” dice lo “scienziato” Di Maio. Poco importa se dopo innumerevoli decreti del Presidente del Consiglio ancora nessuno ci sa dire se i tamponi sono attendibili o no, se i prelievi del sangue a cui alcune regioni stanno lavorando siano ritenuti validi o no, se chi ha contratto la malattia sviluppa un’immunità permanente o no. Nei nostri articoli mettiamo sempre le fonti delle notizie, perché non abbiamo la pretesa di avere la verità in tasca ma di sicuro possiamo scrivere pubblicamente che su questo virus la scienza brancola nel buio. Ma non è la prima volta, del resto. Negli anni abbiamo vissuto allarmi di epidemie e pandemie poi sparite spontaneamente con centinaia di milioni di Euro buttati anche dall’Italia. Ad esempio le 24 milioni di dosi di vaccino H1N1 inutilizzate del 2014, sarebbe stato più opportuno, a nostro avviso, usare quei soldi per invertire la tendenza dei tagli di spesa pubblica alla sanità degli ultimi 10 anni. Una carenza strutturale che ha bloccato l’Italia, con la corsa ai ripari in emergenza cercando di potenziare in fretta e furia gli ospedali supportata in solidarietà anche da alcuni lontani Paesi.

Soldi buttati per il vaccino H1N1 nel 2014

Eppure nel post il Ministro Di Maio richiama “una Grande Alleanza Internazionale per il vaccino”. Nessuna parola sul fatto che intorno a noi gli Stati Uniti abbiano sospeso i fondi all’OMS per la pessima gestione della vicenda, strategia che a breve sarà seguita anche dal Regno Unito e non escludiamo che altri Paesi tipo Israele per questioni precedenti si accodino. Dal Ministro degli Esteri ci aspettiamo una visione globale della vicenda, non uno spot alla IRBM di Pomezia che, come ci ricorda il Ministro “a fine Aprile inizierà la sperimentazione del suo lavoro”.

Tranquillizziamo il Ministro Di Maio, la Grande Alleanza per il Vaccino esiste già e si chiama proprio GAVI , la legge Lorenzin 119 ne è una delle prove purtroppo per i nostri bambini.

Siamo le cavie di questo grande gioco di ruolo mondiale, e noi lo abbiamo imparato sulla nostra pelle visto che negli ultimi 3 anni decine di migliaia di bambini sani sono stati sbattuti fuori dalle scuole per una legge che il suo partito, nel 2017, aveva dichiarato sbagliata e incostituzionale. 3 anni dopo colui che rappresentava una delle forze politiche contrarie all’obbligo vaccinale inneggia al vaccino come l’unica arma che abbiamo per “il ritorno alla normalità”. Ma siamo qui, vi osserviamo e siamo pronti a seminare spirito critico adesso più che mai.

Ci conforta il tenore dei commenti su questa sperimentazione del (presunto) vaccino della IRBM di Pomezia che, secondo il comunicato, andrebbe sperimentato su personale sanitario e forze militari. Il sindacato dei militari ha già espresso “preoccupazione” sulla notizia e ricordato di come la Commissione Parlamentare sull’uranio impoverito abbia stabilito che “il mancato rispetto dei protocolli vaccinali sia stata la possibile causa, o concausa, dello sviluppo di patologie gravemente invalidanti o addirittura mortali“.

No ai vaccini obbligatori e alle sperimentazioni

Per maggiori informazioni consigliamo a tutti di leggere i risultati dei lavori della Commissione e al Ministro Di Maio di chiedere all’ex Ministro della Salute Grillo un parere visto che ne faceva parte da Onorevole.

Ricordiamo, tra l’altro, che nelle conclusioni della commissione si consigliava di analizzare i prodotti vaccinali, ma lo Stato Italiano ha ignorato quella raccomandazione. Lo ha fatto un’associazione che lotta come noi ogni giorno per la libertà di scelta vaccinale, Corvelva, a cui va il nostro pubblico ringraziamento per il grandissimo lavoro svolto ricordando che pochi giorni fa è uscita la prima pubblicazione peer review sulla metodica delle analisi. Le mancate risposte di AIFA ed EMA adesso non hanno scuse, ciò che le analisi hanno rilevato nei vaccini richiedono risposte ufficiali.

I vaccini sono uno strumento di sanità pubblica ma ci rifiutiamo di associarli a una soluzione “per tornare alla normalità”, specialmente .quando saranno sviluppati in tempi record e saltando anche alcune fasi di test (già discutibili) sulla sicurezza che la stessa OMS ha messo in dubbio a dicembre 2019 durante la 20°Global Vaccine Safety.

La corsa al vaccino a cui il Ministro fa riferimento è una corsa legata a un business sulla nostra salute che non possiamo accettare. Le case farmaceutiche fanno i loro interessi e se stanno investendo cifre ingenti nello sviluppo del vaccino sul coronavirus non è certo per beneficenza.

Di tutto abbiamo bisogno tranne di un Ministro della Repubblica che faccia il tifo da stadio per le case farmaceutiche. Siamo qui, vigili e attenti, nel ricordare che sulla pelle nostra e dei nostri figli NIENTE può essere obbligatorio.

GIU’ LE MANI DAI BAMBINI!

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NO ALLE SPERIMENTAZIONI ! NO AGLI OBBLIGHI!

Accogliamo e diffondiamo anche dalla nostra pagina le proteste di moltissime parti sociali dopo l’annuncio del Ministero della Salute dell’avvio a partire da fine Aprile dei “test accelerati del prototipo di vaccino anti Covid-19 su 550 volontari sani” e della presunta “disponibilità già da Settembre in modalità d’uso compassionevole per agenti delle forze dell’ordine e personale sanitario”.

Annuncio sul sito del Ministero della Salute

Il sindacato dei militari “apprende con preoccupazione la notizia” e ricorda che “negli atti delle numerosi Commissioni parlamentari di inchiesta sull’uranio impoverito […] è emerso, nei molti casi esaminati, che il mancato rispetto dei protocolli vaccinali sia stata la possibile causa, o concausa, dello sviluppo di patologie gravemente invalidanti o addirittura mortali”. Inoltre preannunciano che verranno impedite “sperimentazioni compassionevoli sul personale delle forze dell’ordine affinché non ci siano mai più casi di morti bianche tra i servitori dello Stato”

Sindacato dei militari

Dello stesso tenore il comunicato del SIM – Sindacato dei Carabinieri – che ricorda che “l’uso compassionevole, ovvero in fase di sperimentazione e privo della autorizzazione all’immissione in commercio di AIFA, non è riservato ai malati terminali”. La presa di posizione, che condividiamo, è molto netta su questa strategia del Ministero della Salute e sottolinea al Ministro Speranza che “non consentiranno MAI che i ragazzi migliori si immolino in nome delle lobby farmaceutiche”.

SIM Sindacato dei carabinieri

Sempre nell’ambito delle forze del’ordine anche il SAP, Sindacato Autonomo delle forze di polizia, ha inviato una lettera al Sig. Gabrielli (Capo della polizia e direttore generale della pubblica sicurezza) in cui si esprime “preoccupazione sui possibili esiti della sperimentazione” e si sottolinea come questo comunicato del ministero faccia apparire i membri del corpo della polizia come “una sorta di cavia da laboratorio destabilizzando il benessere psico-fisico degli operatori” in un periodo che “anche sotto l’aspetto scientifico ha comportato immense incertezze e criticità”.

SAP Sindacato Polizia

Prendiamo quindi atto che le solite motivazioni che esprimiamo noi genitori, nonni ma soprattutto CITTADINI sono condivise e sentite anche da alcune categorie di cittadini e lavoratori che hanno sentito il bisogno immediato di farsi sentire non appena il Ministero ha paventato sperimentazione e obbligo di vaccinazione a breve termine. Ricordiamo inoltre che nel 2017, in pieno caos da Decreto Lorenzin, si era pensato a estendere l’obbligo del vaccino MPR anche al personale sanitario e scolastico. Un emendamento proposto in commissione che non arrivò mai alla discussione in Parlamento per le forti polemiche che si alzarono dai rappresentanti di quelle categorie. Riproponiamo cosa dicevano alcuni rappresentanti sindacali in quel periodo:

Sindacato FLC,CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS CONFSAL: “Mentre è ancora in discussione l’approvazione del DL sui vaccini, apprendiamo che nella seduta notturna della Commissione sanità del Senato del 10 luglio è stato approvato l’emendamento n. 1.0.100 che prevede le vaccinazioni anche per il personale scolastico a partire dal 2019. Secondo questo emendamento le vaccinazioni obbligatorie riguardano anche gli adulti lavoratori. Ancora una volta si rischia solo di produrre appesantimenti burocratici che poco hanno a che vedere con la prevenzione e con la tutela della salute.

A parere di FLC-CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola Rua e Snals Confsal, il provvedimento appare “inutile, costoso e con evidenti problemi di applicazione, a partire dalle modalità con le quali certificare che un lavoratore adulto ha già avuto malattie infantili e pertanto ne è immune.”

Le proteste dei rappresentanti personale scolastico

CGIL medici Emilia Romagna, CISL medici Emilia Romagna , CIMO in merito all’obbligo in Regione Puglia della vaccinazione MPRV: “Siamo stati i primi a dire che occorreva la vaccinazione degli operatori sanitari, ma non si può imporre. Viene meno l’autodeterminazione sancita dalla Costituzione” e ancora ” Non siamo contrari alle vaccinazioni, ma siamo contrari all’imposizione di direttive senza condivisione”

Sindacati dei militari, sindacati delle forze dell’ordine, sindacati del personale scolastico, sindacato dei medici e degli operatori sanitari: TUTTI contrari agli obblighi vaccinali, TUTTI contrari a sottoporsi a sperimentazione su imposizione.

Le preoccupazioni espresse sono le stesse che esprimono i movimenti per la libertà di scelta vaccinale.Noi siamo il SINDACATO DEI NOSTRI FIGLI e non acconsentiremo a misure IRRICEVIBILI come quelle paventate dal vice Ministro Sileri di introdurre, se e quando sarà disponibile, un obbligo per il vaccino anti coronavirus. Nessuno vuole obblighi, i fatti lo dimostrano e soprattutto,Vice Ministro Sileri, la garanzia di “efficacia e sicurezza del vaccino” non sarà mai possibile: la legge 210/1992 e i migliaia di indennizzi sui danni da vaccino lo hanno dimostrato ampiamente in questi anni.

Invitiamo tutti i rappresentanti delle categorie a unirsi contro sperimentazioni e obblighi indiscriminati!

GIU’ LE MANI DAI BAMBINI!

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A CHI SOGNAVA UN MONDO SENZA VACCINI, ECCO COM’E’ IL MONDO SENZA UN VACCINO”

 

L’immagine dei social

Nell’epoca del #restateacasa abbiamo tutti visto questa immagine nei vari social che utilizziamo ogni giorno per passare un po’ di tempo. L’abbiamo vista girare anche nei nostri canali e molto spesso abbiamo pensato di come la propaganda di questi anni abbia potuto portare amici, familiari, colleghi di lavoro a diffondere messaggi folli come questo. In queste settimane abbiamo visto personaggi pubblici spendersi nei vari social chiedendosi che fine avessero fatto i “novax”, quasi festeggiando l’epidemia di coronavirus a dimostrazione che non si può vivere senza vaccini, che l’obbligatorietà vaccinale serve ad evitare situazioni come questa e che se non ci avessero imposto i vaccini obbligatori tre anni fa avremmo avuto periodi come questo per morbillo, parotite o rosolia.

Innanzitutto per un motivo molto semplice: nonostante il continuo affannarsi ad etichettarci come “novax” noi abbiamo sempre ribadito che non siamo contrari alle vaccinazioni ma lottiamo contro ogni obbligatorietà. Il principio di autodeterminazione, costituzionalmente garantito, non può essere stralciato da un post su Facebook di qualche influencer auto dichiaratosi “esperto”.

Il medico ha il ruolo di informare, di consigliare, di confrontarsi con il paziente ma non rinunceremo mai al consenso informato, al diritto di ogni paziente di scegliere se e quando sottoporsi a un trattamento sanitario.

Nel caso dei vaccini, oltretutto, parliamo di un farmaco preventivo e sulla cui efficacia potremmo discutere per ore senza arrivare a una sola verità. La vaccinazione non corrisponde a immunizzazione, lo dimostrano le tantissime persone che hanno contratto malattie per le quali sono state vaccinate.

Questo vale per molte malattie di cui conosciamo molti aspetti, figuriamoci se questo non dovrebbe valere per un tipo di coronavirus su cui in questi giorni abbiamo assistito a un valzer di cambio di idee. Siamo passati in due mesi dall’impossibilità della trasmissione da uomo a uomo al contagio anche attraverso superfici, dal tampone come risoluzione di tutti i problemi a studi che parlano dell’assoluta inefficacia di questi test, dal voler verificare l’immunità attraverso un prelievo di sangue al dubbio che anche i malati sviluppino un’efficace immunità permanente passando per un pittoresco defilé di mascherine dalla dubbia efficacia. La scienza va avanti per tentativi e noi, lo ribadiamo, non siamo e non saremo cavie di nessun esperimento. Quando, e se, uscirà un vaccino per questo coronavirus la nostra idea non cambierà: Libertà di scelta!

Quale migliore occasione per soffiare un po’ sul vento dell’odio? Quale migliore occasione per dimostrare che il risultato di questa situazione è la mancanza di un vaccino?

Qualcuno ci crederà, del resto non possiamo pensare che tutti gli italiani siano dotati di spirito critico e di capacità di analisi dopo un incessante bombardamento mediatico con il solito mantra “restate a casa”. Però vogliamo farci e fare a voi alcune domande:

–         Come mai nessun politico ha chiesto SCUSA agli italiani per i tagli indiscriminati alla sanità di questi decenni? Ricordiamo che le misure dei primi decreti di questa emergenza sono state prese per la mancanza di capacità degli ospedali, una situazione di collasso dovuta ad anni di politica di tagli e riduzioni che ci ha resi incapaci di fronteggiare un aumento di pazienti da trattare.

–         Ricordiamo benissimo che nel 2017 qualche politico esultò all’approvazione del Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà vaccinale dicendo che si erano messi in sicurezza gli italiani. È bastato invece un virus che secondo il Ministero della Salute “generalmente ha sintomi lievi e a inizio lento” per dimostrare quanto quella affermazione fosse falsa. Lo abbiamo sempre scritto nei nostri documenti: le malattie prevenibili da vaccinazione sono poche rispetto a tutte quelle esistenti.

È come pensare di andare in guerra con un elmetto e pensare di essere protetti dai nemici. E come l’esperienza di SARS prima e MERS poi ci hanno insegnato, vedrete che dopo questo virus ce ne saranno altri. Senza che i nostri cari medici e virologi influencer spendano due parole sul rinforzo del sistema immunitario, sul seguire una corretta alimentazione e uno stile di vita che portino il nostro corpo a poter fronteggiare meglio le malattie che potrebbe incontrare nel corso della vita. Molto meglio pensare che un vaccino sia la soluzione a tutti i problemi, fa più comodo… ma a chi? Ai pazienti o a chi li produce?

–         Perché quando parlate di vaccini come soluzione a tutti i problemi ignorate volontariamente i danneggiati da vaccino? C’è una legge, la 210 del 1992, che indennizza con soldi pubblici i morti e i danneggiati di prodotti creati da aziende private. Chi produce i vaccini sa benissimo che le reazioni avverse, più o meno gravi, esistono. Lo scrivono nero su bianco scaricando così la responsabilità e spostando l’onere del risarcimento allo Stato. Sappiamo già che chi leggerà queste righe subito avrà da obiettare: “Ma tutti i farmaci hanno controindicazioni! Allora non dovreste neanche prendere un’aspirina”.

Esatto, tutti i farmaci hanno controindicazioni ed è per questo che tutti i farmaci, specialmente quelli preventivi come i vaccini, sono assunti su indicazione del medico ma sempre con il consenso informato del paziente. Nessuno di noi è obbligato a prendere un’aspirina.

Chi ha visto con i propri occhi una reazione avversa, chi ha sentito medici ammettere che quello che è successo “potrebbe essere dovuto al vaccino ma non posso metterlo nero su bianco perché se no passo guai” non accetterà mai un vaccino obbligatorio. Anche se passate tutto il giorno su Twitter a diffondere immagini o locandine come quella tanto in voga in questi giorni.

–         In questi giorni anche l’Istituto Superiore di Sanità ha ammesso che bisogna investigare sul possibile legame fra polveri sottili PM10 e diffusione dell’epidemia. Eppure la logica del “dividi et impera” che abbiamo ben vissuto sulla nostra pelle nel 2017 continua a marciare spedita nei social e nelle TV monopolizzate dai soliti medici e virologi influencer: la colpa è di chi non rispetta le regole!

La logica è sempre la stessa: colpevolizzare gli altri per giustificare poi provvedimenti restrittivi, obblighi che calpestano i diritti costituzionali dei cittadini, banalizzare e denigrare qualsiasi evidenza proveniente da medici non allineati e a libro paga del sistema, cancellare ogni forma di dibattito.

Perché quando una persona è preoccupata è più vulnerabile, e se riesce a dar la colpa per la quarantena forzata al vicino di casa “che non rispetta le regole” piuttosto che alla classe politica colpevole di aver distrutto ambiente e sanità per meri interessi economici tutto è più semplice. Si possono emanare provvedimenti privi di ogni logica e ininfluenti sulla situazione senza che nessuno protesti, senza che a qualcuno venga il dubbio: ma davvero lo fanno per noi?

Ci fermiamo qui, perché di argomenti per contestare quell’immagine tanto carina graficamente quanto folle ce ne sarebbero per scrivere decine di pagine.

Abbiamo imparato ad osservare bene e a cogliere attentamente certi segnali:

Le coscienze si stanno destando

La sicurezza che il popolino sia sempre disposto a prendere per buona qualsiasi verità prontamente sfornata sta cominciando a vacillare. Le poltrone ad honorem conquistate dai soliti medici e virologi noti alla corte dei salotti televisivi e non solo ne sono un chiarissimo sintomo. Continuate pure a spendere male i soldi dei contribuenti: sappiate che si fa presto a spegnere la TV, mentre il pulsante dello spirito critico e della consapevolezza rimane sempre fisso su ON!

Libertà di Scelta, Sempre.

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