ORDINANZA REGIONE TOSCANA N.91 DEL 12 OTTOBRE 2020 – Gestione COVID-19 e scuola

ORDINANZA REGIONE TOSCANA N.91 DEL 12 OTTOBRE 2020

Il neo Presidente della Regione Toscana Giani ha emesso in data 12 Ottobre 2020 un’ordinanza specifica per la “gestione dei casi e dei contatti stretti in ambito scolastico” (1). L’ordinanza sostituisce le indicazioni contenute nella delibera 1256 di poche settimane fa ed è mirata a indicare “gli indirizzi operativi per la gestione dei soggetti con sintomi sospetti di COVID-19 e la loro riammissione a scuola o ai servizi educativi per l’infanzia” tramite le indicazioni contenute nell’allegato A (2)

Analizziamo ora i punti principali contenuti nell’ordinanza che, secondo la Giunta, “sono coerenti con quanto previsto dal rapporto n° 58 dell’Istituto Superiore di Sanità (versione 28 Agosto 2020), approvato dalla Conferenza delle Regioni, inserito nel DPCM del 9/9/2020, e dalle altre vigenti disposizioni nazionali e regionali”

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ORDINANZA REGIONE TOSCANA N. 81 DEL 26/08/2020

E’ notizia di oggi 26 Agosto la pubblicazione dell’ordinanza n.81 da parte del Presidente Enrico Rossi. L’ordinanza è stata accompagnata da un comunicato stampa ripreso da molti siti online in cui si spiega che il “provvedimento non solo esplicita quanto previsto anche dalle linee di indirizzo nazionali elaborate dall’Istituto Superiore di Sanità per la ripresa delle attività scolastiche, ma risponde anche alla necessità di un ulteriore rafforzamento della sanità territoriale, il cui apporto è fondamentale per affrontare l’emergenza tuttora in corso.” [1]

Il testo dell’ordinanza, disponibile sul sito della Regione Toscana [2] riporta la seguente misura:

la attivazione, da parte delle aziende USL della Regione Toscana, delle procedure per la ricerca di professionalità mediche da dedicare alle attività sanitarie previste dai protocolli del Ministero della Salute per l’avvio delle attività scolastiche in tempo di COVID, da acquisire attraverso la stipula di specifici contratti libero professionali. Le procedure sopra indicate dovranno essere aperte anche a laureati iscritti all’ordine non in possesso della specializzazione e medici in quiescenza secondo quanto autorizzato dalla normativa nazionale attualmente vigente;”

e richiama all’inizio il “documento rapporto ISS Covid-19 del 21.8.2020 indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-COV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” che abbiamo già analizzato nei giorni scorsi [3]

Con questo breve messaggio vogliamo specificare quali potrebbero essere queste “attività sanitarie previste dai protocolli del Ministero della salute” riepilogando i passaggi del documento dell’Istituto superiore di sanità richiamato dall’ordinanza (e scritto in collaborazione nel gruppo di lavoro anche con il Ministero della salute):

– “Si raccomanda alle scuole e ai servizi educativi dell’infanzia di informare e sensibilizzare il personale scolastico sull’importanza di individuare precocemente eventuali segni/sintomi e comunicarli tempestivamente al referente scolastico per COVID-19;

– “Si raccomanda alle scuole e ai servizi educativi dell’infanzia di stabilire procedure definite per gestire gli alunni e il personale scolastico che manifestano sintomi mentre sono a scuola, che prevedono il rientro al proprio domicilio il prima possibile, mantenendoli separati dagli altri e fornendo loro la necessaria assistenza utilizzando appositi DPI;”

–  “il datore di lavoro […] deve nominare il medico competente per l’effettuazione delle visite mediche di cui all’art. 41 del citato decreto (dlgs 81/08) finalizzate all’espressione del giudizio di idoneità alla mansione.Ogni datore di lavoro del contesto scolastico dovrà comunque integrare il DVR con tutte le misure individuate da attuare per contenere il rischio da SARS-CoV-2. “ Il medico competente a cui fa riferimento questa parte riguarda i lavoratori della scuola (insegnanti e personale ATA) e la sicurezza sul posto di lavoro.

– “art. 83 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 e sua conversione in Legge 17 luglio 2020, n. 77 che ha introdotto la “sorveglianza sanitaria eccezionale”, assicurata dal datore di lavoro, per i “lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia COVID-19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da morbilità che possono caratterizzare una maggiore rischiosità”. Anche questa parte riguarda i lavoratori (docenti e ATA).

“Il datore di lavoro assicura la sorveglianza sanitaria eccezionale per i lavoratori cosiddetti fragili a richiesta del lavoratore interessato:

1) attraverso il medico competente se già nominato per la sorveglianza sanitaria ex art. 41 del D.Lgs 81/08:

2) attraverso un medico competente ad hoc nominato, per il periodo emergenziale, anche, ad esempio,prevedendo di consorziare più istituti scolastici;”

Questa sembra la parte più inerente all’istituzione di queste figure mediche nell’ambito scolastico, un medico nominato ad “hoc” come previsto dall’ordinanza per la sorveglianza straordinaria riferita ai lavoratori della scuola (docenti e personale ATA).

Da un’analisi rapida del testo dell’ordinanza e del documento ISS, non sembrano quindi esserci riferimenti al ruolo del medico competente nei confronti degli alunni. Il documento ISS (che abbiamo già analizzato in modo dettagliato) specifica in modo chiaro che il bambino che manifesta sintomi e/o febbre deve ritornare al domicilio con i genitori e che la valutazione di effettuare il test diagnostico (tampone) spetta al pediatra di libera scelta/medico di medicina generale successivamente alla valutazione clinica (triage telefonico) del caso.

Con questo invitiamo comunque tutti i genitori a mantenere alta la concentrazione sulle procedure che ogni scuola pubblicherà nei prossimi giorni verificando che rispettino quello che è previsto dai documenti citati in questo articolo. Sono ben note, purtroppo, interpretazioni sbagliate da parte di alcuni dirigenti scolastici che troppo spesso basano i loro provvedimenti su quanto letto sui giornali e non attingendo direttamente alle fonti ufficiali. Ci aspettano settimane delicate, ribadiamo ancora una volta l’importanza di tenere alta la concentrazione e verificare scrupolosamente la corrispondenza fra le fonti ufficiali e quanto comunicato dalle scuole nei vari canali (sito internet, chat scolastiche, ecc.). Mai come oggi è importante NON delegare ma attivarsi in prima persona per controllare le procedure che saranno istituite per l’avvio dell’anno scolastico.

Grazie,

Staff C.Li.Va. Toscana

[1] https://www.lanazione.it/cronaca/medici-scuole-toscana-ordinanza-1.5448632

[2] http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5263087&nomeFile=Ordinanza_del_Presidente_n.81_del_26-08-2020

[3] http://www.clivatoscana.com/2020/08/22/analisi-del-documento-indicazioni-operative-per-la-gestione-di-casi-e-focolai-di-sars-cov-2-nelle-scuole-e-nei-servizi-educativi-dellinfanzia-21-agosto-2020/

Bambini vaccinati hanno da due a cinque volte più malattie e disturbi rispetto ai bambini non vaccinati

Studio: i bambini vaccinati hanno da 2 a 5 volte più malattie e disturbi rispetto ai bambini non vaccinati

 

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OMS: considerazioni sul consenso informato in vaccinazioni per minori di 6/17 anni

Considerazioni sul consenso nella vaccinazione di bambini e adolescenti di età compresa tra 6 e 17 anni

In tutto il mondo, i programmi di immunizzazione includono sempre più, nei loro programmi nazionali di immunizzazione, vaccini che hanno come obiettivo gruppi di età al di là dell’infanzia. Questo documento si rivolge ai responsabili del programma che stanno pianificando di introdurre vaccini per bambini più grandi e adolescenti di età compresa tra 6 e 17 anni1

Esso fornisce informazioni che dovrebbero essere prese in considerazione quando si preparano note di orientamento sul processo di consenso o per chiarire le domande degli operatori sanitari che forniscono le vaccinazioni. Il documento è tanto più importante perché questo gruppo di popolazione può presentarsi per la vaccinazione senza un genitore accompagnatore o un tutore legale.

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(ICON) Consenso Informato Internazionale: REAZIONI ALLERGICHE AI VACCINI

 

Nel nostro Paese la vaccinazione avviene sin dal 61ismo giorno di vita, prematuri o meno che siano, anamnesi o meno diversa.
Dopo 120 gg circa, il bambino di 6 mesi può aver già ricevuto 17 vaccini tramite polivalenti (vedi nuovo calendario per la vita approvato (https://clivatoscana.com/2019/07/26/calendario-vaccinale-per-la-vita-4-edizione-analisi-c-li-va)) ma al genitore il pediatra raccomanda lo svezzamento con l’introduzione di un solo alimento alla volta.
Due pesi, due misure.

Tuttavia:
“Dato l’elevato numero di vaccini somministrati in tutto il mondo, è necessario un consenso internazionale per quanto riguarda la valutazione e la gestione delle reazioni allergiche ai vaccini.”

Consultatele con il vostro medico di fiducia. La salute senza la valutazione del rischio non è tutelata.

Queste linee guida son state formulate da rappresentanti dell’Organizzazione mondiale delle allergie (WAO), dell’Accademia europea di allergie e immunologia clinica (EAACI), dell’American Academy of Allergy, Asthma e Immunology (AAAAI), e l’American College of Allergy, Asthma e Immunology (ACAAI), allergologi, immunologi, esperti sulla sicurezza del vaccino.

Cliva apre con questo documento tradotto da un instancabile staff di traduttori che ringraziamo, una nuova sezione dedicata al consenso informato, diritto che va difeso, ogni giorno, per ogni cittadino.

Diffondetene il valore anche stampandolo.

File originale.

 

C.Li.Va – Toscana
Calendario Vaccinale per la Vita 4° edizione

 

traduzione Italiano:

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Certificato sportivo

Cari iscritti,
spesso ci chiedete come affrontare la richiesta del certificato medico di idoneità agonistica che prevede
l’obbligatorietà della vaccinazione antitetanica.
A seconda dell’età del bambino e dallo sport intrapreso, possono vedersi necessari diversi certificati sportivi.

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RACCOMANDAZIONI UFFICIALI PER SOGGETTI IMMUNODEPRESSI

RACCOLTA DI RACCOMANDAZIONI  UFFICIALI RIVOLTI A SOGGETTI IMMUNODEPRESSI.

Pericolo di incubazione malattia
tramite contatto con soggetti vaccinati recentemente.

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Apertura segnalazione sospetta reazione avversa.

Hai bisogno di fare una segnalazione di sospetta reazione avversa?

ECCO COME FARE:

sotto il link di riferimento.

 

 

COME COMPILARE LA SCHEDA

Per evitare che la scheda sia inutilizzabile prestare attenzione alla compilazione di tutti i campi richiesti.
I contatti del Centro Regionale Farmacovigilanza Toscana li trovate  qui

PERCHÈ SEGNALARE

Quando un farmaco/vaccino viene immesso in commercio sono noti solamente i dati di tollerabilità che derivano dagli studi clinici pre-registrativi.Questi ultimi generalmente consentono di evidenziare solo le reazioni più comuni.

Solo dopo la sua commercializzazione un farmaco/vaccino viene somministrato a un numero sempre più elevato di pazienti e quindi, attraverso la raccolta e la valutazione delle ADR, diventa possibile conoscerne più approfonditamente il rapporto beneficio/rischio.

La Farmacovigilanza è un’attività obbligatoria per legge, è prevista dalle Autorità sanitarie italiane e internazionali per cui i medici e gli altri operatori sanitari quasi per dovere deontologico sono tenuti a segnalare tramite apposite schede tutte le sospette reazioni avverse osservate (gravi, non gravi, attese ed inattese).
Per ulteriori informazioni ed elenco delle schede tecniche da consultare clicca qui

I TUOI DIRITTI

In caso di mancato adempimento agli obblighi previsti dal Decreto del Ministero della Salute del 30 aprile 2015, con particolare riferimento all’art. 22 , gli operatori sanitari incorrono nel reato di cui all’art. 328 c.p.

Nessun sanitario può rifiutarsi di fare una denuncia di Sospetta reazione avversa.

“Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”.

Art. 5 della convenzione di Oviedo del 4/4/1997 (ratificata con L. 145/2001)

Per approfondimenti sul consenso informato e sull’obiezione attiva clicca qui .