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VACCINO ANTINFLUENZALE ED OBBLIGHI…. LA SCELTA GIUSTA?

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VACCINO ANTINFLUENZALE ED OBBLIGHI…. LA SCELTA GIUSTA?

È notizia del 17 Aprile scorso l’ordinanza della Regione Lazio che obbligherà dal prossimo 15 Settembre 2020 la vaccinazione antinfluenzale e pneumococcica per tutti gli over 65 anni e il personale sanitario.

Il motivo è: “accogliere l’appello lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ridurre i fattori confondenti per il COVID-19 in presenza di sintomi analoghi”.

Ma davvero il vaccino antinfluenzale riduce i fattori confondenti di tutte quelle sintomatologie influenzali e parainfluenzali che “possono sembrare” COVID-19?

Seguendo il rapporto americano CDC dello scorso Febbraio 2020 la stima dell’efficacia del vaccino stagionale basato sui casi confermati in laboratorio è stata del 45%, ovvero circa 1 volta su 2 il vaccino HA FALLITO, non ha protetto il soggetto vaccinato.

Efficacia stimata del 45$

Ma quanti sono stati i casi di infezione acute in totale? Come sappiamo bene, infatti, oltre ai ceppi previsti nel vaccino influenzale esistono moltissime forme parainfluenzali che non sono coperte dal vaccino. Il rapporto CDC in una tabella riepilogativa nello studio riporta questi numeri su circa 4.000 casi:

26% test positivi al virus influenzale

74% test negativi al virus influenzale

Risultato dei test su soggetti con infezioni respiratorie acute

Quindi i casi di infezione acuta dovuti a influenza sono stati solo il 26% del totale di cui il 50% su soggetti vaccinati.

L’efficacia stimata del 45% è addirittura più alta di quanto venne riscontrato nel 2018 quando, come riporta uno studio pubblicato su vaccinarsi.org tratto dal CDC di Atlanta, l’efficacia generale del vaccino era addirittura più bassa: 36%. Dati i tagli alla sanità degli ultimi 10 anni vale la pena investire su vaccini di bassa efficacia come quello antinfluenzale solo per diminuire il rischio di diagnosi sbagliate?

Ricordiamo che molte persone asintomatiche al coronavirus sono risultate positive al tampone, quindi rileviamo la mossa di Zingaretti ancora più inefficiente ed inutilmente dispendiosa. Ogni anno sui giornali leggiamo di come, nonostante abbiano ricevuto il vaccino antinfluenzale, molte persone si ammalino proprio a causa dell’elevato numero di ceppi influenzali (e parainfluenzali) che circolano nell’aria NON coperti dal vaccino. Il rischio è proprio di ottenere l’effetto opposto: un paziente vaccinato per influenza si ammala e viene curato con i protocolli sperimentali di coronavirus confidando nell’efficacia al 100% del vaccino. Chi ha stimato il danno che si potrebbe causare per l’errata diagnosi dovuta alla falsa idea di protezione?

Nel 2018 l’efficacia era del 36%

La Regione Lazio, quindi, seguendo le indicazioni di OMS pensa di ridurre i “fattori confondenti” con questa efficacia? E quale costo per la salute dei cittadini?

Le sentenze che indennizzano DANNI da vaccino antinfluenzale sono numerose, e vorremmo che chi pone obblighi indiscriminati se lo ricordasse e lo scrivesse nero su bianco nelle comunicazioni istituzionali. A titolo di esempio citiamo una sentenza del Tribunale di Milano del 2019 che riconosce indennizzo ai sensi della legge 210/1992 ad una donna che ha contratto la sindrome di Guillain-Barrè.

Danni da vaccino Legge 210/1992

Lo ripetiamo ancora una volta: la vaccinazione NON corrisponde sempre a immunizzazione. Gli obblighi indiscriminati quindi non servono, perché il cittadino obbligato corre un rischio solo PER UN’IPOTETICA protezione.  Ancora più assurdo in questo caso perché addirittura non si parla di protezione da una malattia, ma di una vaccinazione obbligatoria (anzi due!) imposta solo per ridurre il rischio di errata diagnosi da parte dei medici.

Sperando che questa ordinanza della Regione Lazio non venga presa a modello da altre Regioni, invitiamo tutti i cittadini a informarsi, a chiedere maggiori informazioni su questi dati al proprio medico di fiducia e, soprattutto, a far valere sempre il CONSENSO INFORMATO.

Staff C.Li.Va. Toscana

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A CHI SOGNAVA UN MONDO SENZA VACCINI, ECCO COM’E’ IL MONDO SENZA UN VACCINO”

 

L’immagine dei social

Nell’epoca del #restateacasa abbiamo tutti visto questa immagine nei vari social che utilizziamo ogni giorno per passare un po’ di tempo. L’abbiamo vista girare anche nei nostri canali e molto spesso abbiamo pensato di come la propaganda di questi anni abbia potuto portare amici, familiari, colleghi di lavoro a diffondere messaggi folli come questo. In queste settimane abbiamo visto personaggi pubblici spendersi nei vari social chiedendosi che fine avessero fatto i “novax”, quasi festeggiando l’epidemia di coronavirus a dimostrazione che non si può vivere senza vaccini, che l’obbligatorietà vaccinale serve ad evitare situazioni come questa e che se non ci avessero imposto i vaccini obbligatori tre anni fa avremmo avuto periodi come questo per morbillo, parotite o rosolia.

Innanzitutto per un motivo molto semplice: nonostante il continuo affannarsi ad etichettarci come “novax” noi abbiamo sempre ribadito che non siamo contrari alle vaccinazioni ma lottiamo contro ogni obbligatorietà. Il principio di autodeterminazione, costituzionalmente garantito, non può essere stralciato da un post su Facebook di qualche influencer auto dichiaratosi “esperto”.

Il medico ha il ruolo di informare, di consigliare, di confrontarsi con il paziente ma non rinunceremo mai al consenso informato, al diritto di ogni paziente di scegliere se e quando sottoporsi a un trattamento sanitario.

Nel caso dei vaccini, oltretutto, parliamo di un farmaco preventivo e sulla cui efficacia potremmo discutere per ore senza arrivare a una sola verità. La vaccinazione non corrisponde a immunizzazione, lo dimostrano le tantissime persone che hanno contratto malattie per le quali sono state vaccinate.

Questo vale per molte malattie di cui conosciamo molti aspetti, figuriamoci se questo non dovrebbe valere per un tipo di coronavirus su cui in questi giorni abbiamo assistito a un valzer di cambio di idee. Siamo passati in due mesi dall’impossibilità della trasmissione da uomo a uomo al contagio anche attraverso superfici, dal tampone come risoluzione di tutti i problemi a studi che parlano dell’assoluta inefficacia di questi test, dal voler verificare l’immunità attraverso un prelievo di sangue al dubbio che anche i malati sviluppino un’efficace immunità permanente passando per un pittoresco defilé di mascherine dalla dubbia efficacia. La scienza va avanti per tentativi e noi, lo ribadiamo, non siamo e non saremo cavie di nessun esperimento. Quando, e se, uscirà un vaccino per questo coronavirus la nostra idea non cambierà: Libertà di scelta!

Quale migliore occasione per soffiare un po’ sul vento dell’odio? Quale migliore occasione per dimostrare che il risultato di questa situazione è la mancanza di un vaccino?

Qualcuno ci crederà, del resto non possiamo pensare che tutti gli italiani siano dotati di spirito critico e di capacità di analisi dopo un incessante bombardamento mediatico con il solito mantra “restate a casa”. Però vogliamo farci e fare a voi alcune domande:

–         Come mai nessun politico ha chiesto SCUSA agli italiani per i tagli indiscriminati alla sanità di questi decenni? Ricordiamo che le misure dei primi decreti di questa emergenza sono state prese per la mancanza di capacità degli ospedali, una situazione di collasso dovuta ad anni di politica di tagli e riduzioni che ci ha resi incapaci di fronteggiare un aumento di pazienti da trattare.

–         Ricordiamo benissimo che nel 2017 qualche politico esultò all’approvazione del Decreto Lorenzin sull’obbligatorietà vaccinale dicendo che si erano messi in sicurezza gli italiani. È bastato invece un virus che secondo il Ministero della Salute “generalmente ha sintomi lievi e a inizio lento” per dimostrare quanto quella affermazione fosse falsa. Lo abbiamo sempre scritto nei nostri documenti: le malattie prevenibili da vaccinazione sono poche rispetto a tutte quelle esistenti.

È come pensare di andare in guerra con un elmetto e pensare di essere protetti dai nemici. E come l’esperienza di SARS prima e MERS poi ci hanno insegnato, vedrete che dopo questo virus ce ne saranno altri. Senza che i nostri cari medici e virologi influencer spendano due parole sul rinforzo del sistema immunitario, sul seguire una corretta alimentazione e uno stile di vita che portino il nostro corpo a poter fronteggiare meglio le malattie che potrebbe incontrare nel corso della vita. Molto meglio pensare che un vaccino sia la soluzione a tutti i problemi, fa più comodo… ma a chi? Ai pazienti o a chi li produce?

–         Perché quando parlate di vaccini come soluzione a tutti i problemi ignorate volontariamente i danneggiati da vaccino? C’è una legge, la 210 del 1992, che indennizza con soldi pubblici i morti e i danneggiati di prodotti creati da aziende private. Chi produce i vaccini sa benissimo che le reazioni avverse, più o meno gravi, esistono. Lo scrivono nero su bianco scaricando così la responsabilità e spostando l’onere del risarcimento allo Stato. Sappiamo già che chi leggerà queste righe subito avrà da obiettare: “Ma tutti i farmaci hanno controindicazioni! Allora non dovreste neanche prendere un’aspirina”.

Esatto, tutti i farmaci hanno controindicazioni ed è per questo che tutti i farmaci, specialmente quelli preventivi come i vaccini, sono assunti su indicazione del medico ma sempre con il consenso informato del paziente. Nessuno di noi è obbligato a prendere un’aspirina.

Chi ha visto con i propri occhi una reazione avversa, chi ha sentito medici ammettere che quello che è successo “potrebbe essere dovuto al vaccino ma non posso metterlo nero su bianco perché se no passo guai” non accetterà mai un vaccino obbligatorio. Anche se passate tutto il giorno su Twitter a diffondere immagini o locandine come quella tanto in voga in questi giorni.

–         In questi giorni anche l’Istituto Superiore di Sanità ha ammesso che bisogna investigare sul possibile legame fra polveri sottili PM10 e diffusione dell’epidemia. Eppure la logica del “dividi et impera” che abbiamo ben vissuto sulla nostra pelle nel 2017 continua a marciare spedita nei social e nelle TV monopolizzate dai soliti medici e virologi influencer: la colpa è di chi non rispetta le regole!

La logica è sempre la stessa: colpevolizzare gli altri per giustificare poi provvedimenti restrittivi, obblighi che calpestano i diritti costituzionali dei cittadini, banalizzare e denigrare qualsiasi evidenza proveniente da medici non allineati e a libro paga del sistema, cancellare ogni forma di dibattito.

Perché quando una persona è preoccupata è più vulnerabile, e se riesce a dar la colpa per la quarantena forzata al vicino di casa “che non rispetta le regole” piuttosto che alla classe politica colpevole di aver distrutto ambiente e sanità per meri interessi economici tutto è più semplice. Si possono emanare provvedimenti privi di ogni logica e ininfluenti sulla situazione senza che nessuno protesti, senza che a qualcuno venga il dubbio: ma davvero lo fanno per noi?

Ci fermiamo qui, perché di argomenti per contestare quell’immagine tanto carina graficamente quanto folle ce ne sarebbero per scrivere decine di pagine.

Abbiamo imparato ad osservare bene e a cogliere attentamente certi segnali:

Le coscienze si stanno destando

La sicurezza che il popolino sia sempre disposto a prendere per buona qualsiasi verità prontamente sfornata sta cominciando a vacillare. Le poltrone ad honorem conquistate dai soliti medici e virologi noti alla corte dei salotti televisivi e non solo ne sono un chiarissimo sintomo. Continuate pure a spendere male i soldi dei contribuenti: sappiate che si fa presto a spegnere la TV, mentre il pulsante dello spirito critico e della consapevolezza rimane sempre fisso su ON!

Libertà di Scelta, Sempre.

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